L’ora Legale Pillole di Costituzione a cura di Piergiorgio Ricca

Di cosa tratta l’art. 69 Cost.?
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Ultimo della Sezione I del Titolo I della Parte II, l’articolo in questione rientra nel merito di un argomento molto “spinoso”: l’indennità dei parlamentari.
Composto da un unico comma, esso prevede: “i membri del Parlamento ricevono una indennità stabilita dalla legge”.
Tale disposizione rappresenta un’esplicita inversione di tendenza rispetto al dettato dello Statuto Albertino, il cui art. 50 sanciva l’opposto principio in base al quale i membri del Parlamento non avevano diritto ad alcuna indennità o retribuzione. Si riteneva ai tempi che chi arrivava in Parlamento aveva le risorse economiche personali sufficienti a soddisfare le proprie esigenze. Questo principio, legato ad una concezione elitaria della politica, è venuto meno all’inizio del ‘900, precisamente nel 1912, con la legge n. 655, firmata da Giovanni Giolitti, che aveva riconosciuto ai membri del Parlamento la corresponsione di una indennità, sotto forma di rimborso spese. Questa legge fu voluta fortemente dal Governo Giolitti, che volle aprire le porte del Parlamento anche ai ceti più poveri. Tutto ciò portava ad una diseguaglianza tra i meno abbienti ed i più benestanti che convinse il legislatore ad intervenire, introducendo l’indennità, di importo equivalente allo stipendio dei funzionari statali.
L’indennità, oggi, è costituita da quote mensili (assimilabile ad uno stipendio base), determinate dagli Uffici di presidenza di Camera e Senato. A questa indennità vanno aggiunte altre voci. Innanzitutto una diaria, a titolo di rimborso spese per il viaggio ed il soggiorno a Roma. Un’ulteriore somma per le spese telefoniche e per l’assistenza sanitaria. Infine un assegno vitalizio spettante ai parlamentari cessati dal mandato, che abbiano compiuto sessantacinque anni di età ed abbiano corrisposto i contributi per un periodo di almeno cinque anni di mandato.
Ciò detto, i membri del Parlamento sono tenuti a fornire all’Ufficio di presidenza della Camera di appartenenza ogni informazione relativa alla loro situazione patrimoniale, nonché copia della dichiarazione dei redditi ed una certificazione circa le spese sostenute per la propria campagna elettorale. Si tratta di obblighi di informazione che puntano a rendere trasparente l’operato del parlamentare agli occhi dei propri elettori.
Per concludere, l’indennità ai deputati non è un privilegio, bensì un segno di eguaglianza tra parlamentari abbienti e parlamentari di modeste condizioni economiche. Tutto questo, inoltre, ha reso libero il Parlamento da qualsiasi forma di controllo da parte della casta che eleggeva i propri rappresentanti.

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