Palermo, 10 Febbraio 2026 – L’Onorevole Ignazio Abbate, Presidente della I Commissione Affari Istituzionali all’Assemblea Regionale Siciliana, è stato audito oggi presso la IV Commissione “Ambiente, Territorio e Mobilità”. L’obiettivo è portare all’attenzione del Governo Regionale la drammatica situazione in cui versano i siti cimiteriali gestiti dalle Confraternite, duramente colpiti dal passaggio del ciclone Harry.
“Il passaggio del ciclone Harry ha inferto un colpo durissimo a molte aree della nostra Isola, ma vi è un settore che rischia di restare nell’ombra nonostante la sua importanza sociale e monumentale: quello dei cimiteri gestiti dalle storiche Confraternite,” dichiara l’On. Abbate.
“Molte di queste strutture, già provate dal tempo, versano oggi in condizioni di estrema precarietà. I danni strutturali causati dagli eventi meteorologici estremi degli ultimi giorni hanno reso necessari provvedimenti di interdizione al pubblico a causa dell’alto rischio di crolli. Non possiamo permettere che i cittadini siano privati del diritto di rendere omaggio ai propri cari o, peggio, che un patrimonio architettonico e religioso così rilevante vada perduto per l’assenza di interventi mirati.”
L’On. Abbate punta a inserire le problematiche specifiche delle Confraternite cimiteriali nel piano di misure straordinarie che la IV Commissione sta definendo per fronteggiare l’emergenza post-ciclone.
“Ringrazio il Presidente Carta e l’assessore Aricò per la celerità nell’affrontare la problematica e per aver recepito completamente la mia richiesta. L’Assessore darà subito mandato al direttore Alongi di avviare le ricognizioni in ogni provincia. È necessario censire rapidamente i danni e sbloccare risorse adeguate per la messa in sicurezza urgente. Invito gli Enti Locali a comunicare agli uffici del Genio Civile di competenza ove sia necessario il sopralluogo presso le strutture interessate che rischiano di crollare. La mia richiesta di audizione mira a dare voce a queste realtà religiose e associative che, da sole, non possono sostenere l’onere di interventi strutturali così massicci”.
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