
POZZALLO, 22 Gennaio 2026 – Il passaggio del ciclone Harry ha lasciato una ferita profonda lungo tutta la costa della Sicilia orientale. Quella che doveva essere una perturbazione intensa si è trasformata in un evento catastrofico che ha flagellato i litorali, distruggendo infrastrutture, strutture balneari e mettendo in crisi l’economia costiera. La conta dei danni è appena iniziata, ma lo scenario è già desolante.
Dalle prime luci dell’alba, i comuni costieri si sono svegliati tra detriti e fango. La furia del vento e delle mareggiate non ha risparmiato nulla, colpendo con particolare violenza la zona del ragusano e del siracusano. Strade divelte, moli danneggiati e attività commerciali letteralmente spazzate via dalla forza delle onde.
In questo contesto di emergenza, il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, ha lanciato un monito forte e chiaro alle istituzioni regionali e nazionali. La richiesta non riguarda solo il denaro, ma soprattutto la capacità burocratica di agire tempestivamente.
“Il disastro è stato notevole – afferma il primo cittadino pozzallese – e per tali motivi non sono necessari soltanto sostegni economici subito, non fra qualche mese, ma occorre dotare di poteri straordinari i sindaci per intervenire soprattutto nelle zone demaniali.”
Il punto centrale della questione sollevata da Ammatuna riguarda l’anomalia amministrativa dell’isola. La Sicilia, infatti, gode di una gestione autonoma delle coste che spesso, in situazioni di crisi, rischia di trasformarsi in un collo di bottiglia burocratico.
“La Sicilia è l’unica Regione d’Italia in cui il demanio è di competenza regionale – spiega Ammatuna – e siccome i danni maggiori riguardano le zone costiere, occorre facilitare il lavoro dei sindaci.”
Secondo il sindaco, la catena di comando attuale rischia di rallentare i lavori di ripristino: senza poteri straordinari, i comuni devono attendere autorizzazioni regionali che potrebbero richiedere tempi incompatibili con l’urgenza di mettere in sicurezza i territori e far ripartire l’economia turistica in vista della stagione primaverile.
Mentre la protezione civile continua a operare per liberare le strade e prestare soccorso alle aree più isolate, la politica è chiamata a rispondere. La richiesta che arriva da Pozzallo è una sola: meno burocrazia e aiuti immediati. Il rischio, altrimenti, è che dopo il ciclone Harry, a dare il colpo di grazia alla Sicilia orientale sia l’immobilismo amministrativo.





