
Il 7 ottobre i barbari hanno fatto una strage di israeliani degna del medioevo più cupo, mentre pronunciavano estasiati il nome del loro Dio. Nell’Occidente illuminato dalla ragione e pervaso dal dubbio sull’esistenza di Dio, lo stato di shock è durato quel tanto che è bastato per trasformarsi in sottile dispiacere per le teste tagliate dai corpi, gli sventramenti, le mutilazioni, i neonati bruciati vivi nei forni, gli stupri, le famiglie sterminate. Un massacro ripetuto per ore al grido di “Allahu Akbar!”. Dal 9 ottobre Israele ha iniziato a pensare a quale offensiva lanciare per assicurarsi la sopravvivenza. Dallo stesso giorno milioni di persone cantano per strada “Morte a Israele!” E’ come un rumore di sottofondo proveniente dalla giungla, peccato che la giungla sia ormai cresciuta intorno a noi. A Gaza, l’esercito israeliano ha trovato un disegno della Torre Eiffel trasformata in un minareto. Una volta si poteva camminare tranquillamente sotto il monumento più famoso di Parigi e incontrare turisti che camminavano tranquillamente. Circa 10 anni fa. Oggi, vetri antiproiettile e una barriera di sicurezza circondano la torre, grate di ferro, metal detector, scanner, poliziotti e mitra. Una coppia di tedeschi aveva scelto Parigi per una pausa natalizia dopo il 7 ottobre. La meta era stata decisa senza la dovuta attenzione. Passeggiando sul Quai de Grenelle, ad alcuni metri dall’asparago di ferro, è stata aggredita, “Allahu Akbar!” L’uomo è stato accoltellato a morte e la moglie è stata salvata dall’intervento di un tassista. Il primitivo è fuggito dopo aver aggredito un ragazzo e un turista inglese di 66 anni con un martello. Era un cittadino francese. Solo che si chiamava Imam Rajabpour-Miyandoab. Religione delle vittime non pervenuta. La colpa? Essere occidentali. Se sei ebreo non serve tu faccia alcun male, sei comunque colpevole. Non ha senso, è evidente, ma non solo ciò che ha un senso accade. Sarah Lynn Milgrim e Yaron Lischinsky, funzionari all’ambasciata di Israele a Washington, si trovavano fuori dal Museo Ebraico della capitale americana quando sono stati giustiziati. L’assassino, Elias Rodriguez, non li conosceva, non li aveva mai visti prima ma aveva deciso che quello era il posto giusto per vendicare Gaza. Se anche avesse saputo che i due giovani erano impegnati per promuovere la pace tra Israele e i palestinesi, andavano sacrificati per la Palestina libera. “Free Palestine! Free Palestine!” Due vite stroncate da un forsennato odio antiebraico. Chi è Rodriguez? 31 anni, di Chicago, una formazione di estrema sinistra, era solito partecipare alle manifestazioni pro Pal, ha militato per un periodo nel Partito per il socialismo e la liberazione che sostiene Putin, i regimi venezuelano e cubano, la dittatura della Corea del nord e la Cina. Un radicalizzato come tanti altri ce ne sono in Europa, dove il movimento dei Fratelli Musulmani di Hasan al-Banna, che ha lavorato sottotraccia per decenni in Palestina prima di fondare Hamas nel 1987, ha solide basi dove si condivide la stessa ideologia e molti predicatori che la diffondono. Il Belgio è il paese descritto come “crocevia europeo del movimento”, ma Regno Unito Germania e Francia non sono da meno. Un paio di giorni fa, Macron ha presentato al Consiglio di difesa un rapporto intitolato “Fratelli Musulmani e islamismo politico in Francia”. Il quadro che emerge è allarmante ma era prevedibile. La Fratellanza Musulmana è stata molto abile nell’adattare la matrice dell’islam politico all’occidente. Il risultato, sul territorio francese, è tutt’altro che da sottovalutare: 20 dipartimenti islamizzati, 2800 luoghi di culto musulmani, 815 scuole islamiche su tutta la Francia che accolgono 66050 studenti, una trentina di associazioni “benefiche”. La più nota, Humani’ Terre, creata per raccogliere fondi per la popolazione palestinese, è oggetto di un’indagine per aver finanziato Hamas. La strategia della Fratellanza consiste nell’islamizzazione dal basso, radicalizzandosi in quartieri a maggioranza musulmana generalmente poveri dove risponde ai bisogni della gente, e un’islamizzazione delle élite per garantire un’infiltrazione efficace, interagendo con i comuni nell’ambito di un rapporto clientelare. Le norme sociali (velo, barba, abbigliamento, digiuno durante il Ramadan) vengono imposte qua e là man mano che il sistema si consolida. In un decennio, la quota di donne musulmane che indossano il velo è aumentata della metà. Si tratta di una reislamizzazione culturale orchestrata con grande scaltrezza. Finora, solo l’Austria, non a caso il primo paese europeo ad ospitare i Fratelli Musulmani negli anni Sessanta, ha messo al bando la confraternita e i suoi simboli. Su “Le Figaro” si legge: “Tra negazione e ingenuità, indecisione e atteggiamento attendista, la Francia si è lasciata indebolire dall’interno. Come una tela di ragno, la Fratellanza si è infiltrata in ogni angolo della società. Si è sprecato molto tempo in chiacchiere e procrastinazioni. Gli islamisti sanno come sfruttare le debolezze di una democrazia”. L’obiettivo è far inginocchiare l’intera società francese alla legge della sharia, che nel mondo arabo non gode più dell’interesse di una volta. Una tendenza accompagnata da un calo di fiducia nei leader religiosi dal 51% al 40%. Per questo, i Fratelli ora si dedicano all’Europa, dove la raccolta di proseliti è diventata più fruttuosa dopo il 7 ottobre, con Hamas braccio palestinese dei Fratelli musulmani, che ha giurato “la distruzione dell’entità sionista” al cui fascino mortifero pochi si sottraggono. Dagli intellò all’estrema sinistra fino alla pizzaiola napoletana che caccia una coppia israeliana urlando: “Via i sionisti!”. Sa almeno cosa quella parola significhi?
2 commenti su “Fratelli Musulmani. Dai fatti all’opinione, di Rita Faletti”
Il mondo si è fermato il 7 ottobre, per qualcuno. Fatti avvenuti da un fronte terrorista che, qualcuno, ha ammesso di aver finanziato prima del 7 ottobre. Quello che è accaduto dopo il 7 ottobre e che accade in questo preciso momento non è terrorismo è difesa del proprio territorio, per qualcuno.
Sessantamila palestinesi uccisi di cui 18000 bambini, uccisi perché probabili futuri terroristi; questa la convinzione, di qualcuno.
L’invasione dello Stato della Palestina, la deportazione, il genocidio!
Per qualcuno …
… dimenticavo, ieri hanno bombardato la casa di una dottoressa palestinese : 9 suoi figli su 10 sono morti!
Non riesco ad esprimere un sentimento, non ci riesco!
Qualcuno non ha speso una parola nei riguardi di questo genicidio.
( che si segnali a chi di dovere )