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Anc Ragusa. “Facciamo i conti con un processo volto a svuotare di contenuti le professioni ordinistiche”

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“Continuiamo a fare i conti con un processo, temiamo inesorabile e in campo da anni, volto a svuotare di contenuto le professioni ordinistiche e, in particolare, quella dei commercialisti”. E’ quanto afferma il presidente di Anc Ragusa, Rosa Anna Paolino, sposando in pieno, sul delicato argomento, la tesi di varie sigle sindacali a livello regionale e nazionale. “Il tema, purtroppo – continua Paolino – è che ogni volta che si istituisce un elenco o un albo, per iscriversi occorrono ore ed ore di formazione immaginando la giornata del commercialista non di 24 ore bensì del doppio. Quindi, la domanda nasce spontanea: a cosa serve avere sostenuto un esame di Stato per accedere alla nostra professione, tra l’altro dopo il tirocinio, se ogni volta che intendono farci svolgere un incarico insito nella nostra professione dobbiamo sobbarcarci ore di formazione che, nella maggioranza dei casi, risultano essere semplici duplicazioni della formazione già fatta?”. “La proliferazione di albi, registri, elenchi non è assolutamente una novità – continua Paolino – abbiamo già iniziato ad occuparci, ad esempio, di quello che accadrà a breve in materia di esecuzioni mobiliari e immobiliari, con la previsione di nuovi elenchi dei professionisti ex art. 179-ter disp. att. Cpc., nuova formazione obbligatoria ed ammissione governata da soggetti esterni agli ordini con dimostrazione di requisiti improponibili specie per i giovani colleghi (si discute di dieci incarichi negli ultimi cinque anni). Tra la fine del 2021 e 2022 ci siamo “appassionati” alla querelle che ha accompagnato la nascita dell’elenco degli esperti nella Cnc. Ancora una volta requisiti schizofrenici, nuova formazione obbligatoria ed elenco stavolta tenuto addirittura dalle Camere di commercio (praticamente tutti tranne gli ordini professionali). Ecco perché evidenziamo che, a questo punto, in un rinnovato spirito di unità della nostra categoria, probabilmente la prima questione da porre al centro della riforma D.Lgs.139 dovrebbe essere qualcosa capace di porre un argine, una vera e propria diga, a questa continua slavina di competenze, prerogative e professionalità generante una emorragia di competenze al di fuori del perimetro ordinistico. Tutto ciò per evitare che non si sappia più in quali elenchi, albi e quant’altro ci si debba iscrivere. Pertanto, anche le risorse economiche per gestire tutte queste nuove incombenze non dovrebbero mancare. Le associazioni sindacali, in modo unitario, hanno avanzato delle proposte specifiche. E, adesso, speriamo che le stesse possano essere prese in considerazione da chi di competenza”.

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