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Lo storico Schembari sulla creazione del convento dei frati minori del Borgo di Monterosso

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Interessante l’intervista al professore Angelo Schembari , storico monterossano ed autore di numerosi libri, sulla storia del  convento dei frati Minori Osservanti Riformati che
fu fondato nel 1649 e la chiesa fu dedicata a
Sant’Anna.

“L’azione di riforma seguita al Concilio di Trento (1545-1563) diede un forte impulso all’espansione della rete ecclesiastica regolare.
Dei quarantasei conventi presenti tra la Contea di Modica e i cinque staterelli feudali che la circondavano, ventinove furono fondati subito dopo il 1567 e i restanti nella prima metà del Seicento. L’ordine di origine più recente – afferma lo storico Schembari – era quello dei Minori Osservanti Riformati che si insediarono nella Contea tra il 1620 e il 1649.
A Monterosso nell’anno 1649 i Giurati decisero di fondare un convento dei Minori Osservanti Riformati la cui costruzione si rese necessaria per sostituire il vecchio non più adatto alle nuove esigenze. Il nuovo convento la cui chiesa era dedicata a Sant’Anna e che divenne operativo a partire del 1652 fu costruito grazie alla generosità di Donna Marcella Dell’Albani in Distefano che lasciò un legato di quattromila scudi mentre i Giurati determinarono di assegnarvi una gabella di cinquanta scudi ogni anno per il sostentamento dei frati.
Il convento fu costruito nella parte del paese che guardava a Mezzogiorno dirimpetto alla chiesa di San Giovanni Battista ed alla chiesa ed al convento dei Padri Riformati Francescani Conventuali quest’ultimi fondati nell’anno 1500 aboliti e ridotti in magazzini già all’epoca della costruzione del nuovo convento. Il convento, agli inizi della sua attività, – continua Schembari – ospitava religiosi provenienti da varie parti della Sicilia: Frat’Antonio Cannizzaro da Castrogiovanni (odierna Enna), Frat’Antonio Hodierna da Sortino, Fra Clemente di Scifo da Siracusa, Frat’Antonio Lia da Buccheri, Fra’ Bonaventura Gagliano da Assoro, Fra’Mansueto Catania da Sortino, Frat’Antonino d’Aoria da Pietraperzia, Fra’Santo Cannizzaro da Siracusa. Il convento ospitava una ricca biblioteca formata da volumi antichi editi tra il XVI ed il XVIII secolo di varie materie ed argomenti tra cui teologia, filosofia, diritto, storia, geografia. Tra cui: Il “Commentario delle lettere di S. Paolo”, opera di San Giovanni Crisostomo ed edito nel 1548 a Parigi; Il “Commentario agli Analitici secondi di Aristotele” edito nel 1554 e scritto dal filosofo Agostino Nifo; Altro volume interessante il “Canonicarum utriusque fori, tam exterioris quam interioris animae”, pubblicato a Salamanca nel 1617 e scritto da Juan Gutierrez celebre giurista spagnolo e appartenuto al moralista siciliano Antonino Diana, esaminatore dei vescovi sotto i pontificati di Urbano VIII, Innocenzo X e Alessandro VII.
Nel 1866 a seguito delle cosiddette leggi eversive, – conclude il professore Schembari- il convento venne confiscato ed entrò a far parte del demanio statale, i locali vennero utilizzati per gli uffici comunali, le scuole pubbliche e la caserma dei Reali Carabinieri.

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