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“Il silenzioso degradare del Consorzio di bonifica” . Riceviamo

Tempo di lettura: 2 minuti
Ho chiamato nei giorni scorsi il Direttore del Consorzio di Bonifica di Ragusa per chiedergli ragguagli sui pagamenti degli stipendi ai lavoratori. Con la grande schiettezza, che sempre lo contraddistingue, mi ha invitato a rivolgermi al Commissario, perché di questi pagamenti a Ragusa non se ne occupa lui, ma appunto il Commissario. Pur rimanendo stupefatto per l’inconsueta risposta, ho chiamato al cellulare il Commissario. Niente! Gli squilla il cellulare ma non risponde. Chiamato ripetutamente per diversi giorni, non risponde.
Basterebbero solo queste modeste rappresentazioni per dare l’idea dello stato comatoso in cui versa il Consorzio a Ragusa.
Ma non è possibile fermarsi qui. È necessario svolgere alcune considerazioni, non foss’altro perché siamo di fronte ad un ente che vive di risorse pubbliche.
Prima considerazione: il Direttore è tale in quanto ha l’onere della gestione del Consorzio, quindi su di lui ricadono le responsabilità della gestione dell’ente: bilancio, organizzazione dei servizi, pagamenti stipendi e altro.
Se ciò è  vero, non è possibile che il Direttore risponda in questo modo e che si possa sottrarre alla responsabilità della gestione: è chiaro che non potrebbe e non può dare le risposte che ha dato.
Seconda considerazione: il Commissario riveste un ruolo simil- politico, pertanto ha compiti di indirizzo e non gestionali. Stranizza che il Commissario possa arrogarsi la funzione di provvedere a ruoli di natura gestionale, che non gli competono.
Questo è il quadro che rappresenta, meglio di ogni altra cosa, come è stato ridotto il Consorzio di Ragusa. Un fallimento a tutto tondo.
La sua storia è la parabola di un costante vacillare, ma in questi ultimi tempi è  la narrazione di un interminabile sprofondare.
Ma la gravità di tutto questo risiede nel fatto che nessuno pare abbia interesse a farsi carico della responsabilità di ricostruire questo ente, non solo sul piano di una organizzazione efficace ed efficiente dei servizi da rendere al territorio e in particolare al settore dell’agricoltura, ma anche e soprattutto sotto il profilo economico-finanziario.
Niente di tutto questo. Sono trascorsi 5 anni senza mai aver avuto la benché minima  impressione che si volesse avviare un percorso dignitoso di recupero.
A Ragusa, dentro il Consorzio non si hanno interlocutori per affrontare le sue grossissime criticità. Né il Direttore né Commissario sono entrati nella disponibilità di dare un segnale di nuovo corso dentro la bonifica. Non vengono fissati incontri se richiesti e la percezione che sembrerebbe prendere sempre più piede è quella di lasciare andare le cose al loro destino di sfascio.
Per cercare di riacciuffare un minimo di dialogo ci tocca molte volte chiedere l’intervento del Prefetto. Lo abbiamo richiesto ancora una volta per ottenere in Prefettura un incontro con il Diretore e il Commissario al fine di poter definire le modalità di utilizzo del contributo straordinario di un milione di euro che la Regione ha destinato all’ente consortile.
 Salvatore Terranova 
Segretario generale Flai Cgil Ragusa 
© Riproduzione riservata
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