La Camera del Lavoro di Modica incalza sulla questione rifiuti

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A Modica sulla questione dei rifiuti si è aperta una dialettica interessante, un’attenzione democratica sulla città e anche sulle tante crisi che l’attraversano. La Camera del Lavori ritiene  che si tratti di un fatto nuovo ed interessante, perché da tempo non si vedeva questa vitalità a Modica, questa esigenza di sentire, di partecipare e assumere posizione su un fatto da cui dipende molto “ il nostro sentirci civili. Certo la crisi che da 2 mesi ha stretto in una mossa la città non dipende solo dalle difficoltà interne della città – spiega il segretario Salvatore Terranova -, ma da un sistema regionale che da sempre è stato inadeguato e che in questi momenti sta dando il suo rantolo finale. Ovviamente a questo sistema non abbiamo, nel tempo, pensato di sovrapporne uno più adeguato, che assolvesse agli obiettivi civili, ambientali ed economici, che una mirabile gestione dei rifiuti dovrebbe avere. In questi anni ha prevalso una vera e colpevole carenza dei decisori politici e anche la scarsa educazione civica di noi cittadini. Perché questo è un problema per il quale solo la qualità dei decisori politici e quella del singolo cittadino potranno portare ad un risultato multifunzionale accettabile, dove la valenza ambientale ed economica possano sposarsi.
Comunque l’interessamento civico – prosegue il sindacalista –  è un segnale importante di salute sociale e se i quartieri si mobilitano, si organizzano e vogliono dire il loro punto di vista sui rifiuti, sul malessere che da esso  proviene e speriamo anche su quel che riguarda la sorte e il futuro di questa città, noi pensiamo che ciò sia un buon presupposto per far crescere  a Modica una buona opinione pubblica, civile, informata e costruttiva.

E infatti fa veramemte piacere vedere i modicani, vedere riaffiorare i cittadini dei diversi quartieri, porsi in maniera preoccupata ma costruttiva rispetto alla crisi che ha visto la città deturpata da montagne di rifiuti.
Ecco, questo riprendersi la scena da parte dei cittadini è un valore che va sostenuto, protetto e va fatto sempre più crescere, e dovrebbero essere le Istituzioni stesse ad alimentarlo, anche se a prima vista può determinare rilievi critici che la politica o il potere spesso malsopportano.
Se da due mesi ci si concentra su questo problema, questo fatto puo essere l’occasione per far diventare adulta la modalità dei cittadini di vivere la città e il suo futuro. E su questo tutti dobbiamo investire tempo e attività pubbliche, perché far maturare una partecipazione seria dei cittadini alla città è l’unica ricchezza duratura di una comunità.
Forse siamo al cospetto di una nuova consapevolezza che prende piede  nei momenti più delicati e più preoccupanti per una società. Modica sembra svegliarsi da un torpore più che ventennale.
Ora, se vi è  una organizzazione, complulsata dai cittadini, alla quale essi chiedono di farsi portavoce di un problema che li assilla, che assilla le diverse sue parti cittadine, questo costituisce un momento altamente democratico di cui va preso non solo consapevolezza, a partire dalle istituzioni pubbliche, ma soprattutto esso va alimentato, perché rappresenta l’unico modo con cui i cittadini possono dire la loro visione e fare le loro proposte, che dovranno essere  riportate a chi di dovere”.
La Cgil di Modica ha chiesto, da più di un mese, alla Commissaria di aprire un democratico confronto sulla attanagliante crisi della gestione dei rifiuti, per intendere  come si sta procedendo e con quali azioni ed iniziative si vuole dare una svolta a questa problematica. “Ritardarne la 
convocazione, cui  parteciperanno associazioni, per ragioni non precisate, equivale a far intendere che non si vuole ascoltare la base, la quale si sta accostando alla Istituzione a loro più vicina con un profilo serio e costruttivo.
La Cgil ha già detto che non ritiene la Commissaria responsabile di quanto sta accadendo in tema di rifiuti, ma si permette di sottolineare che non ascoltare chi vuole informazioni e chiarezza in merito ad un problema serissimo, potrebbe mandare un messaggio non positivo ad una opinione pubblica che si approssima alle sorte della comune città con atteggiamento di protezione e di miglioramento”.
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