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Confimprese Ragusa: “Il comune ha dimenticato il centro storico”

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Nessun sostegno alle attività economiche. Solo facili promesse di un’amministrazione distante dalla realtà”. Non li manda di certo a dire il presidente territoriale di Confimprese, Peppe Occhipinti, dopo la comunicazione, da parte del Comune di Ragusa, del pagamento della Tosap. Con la fine dello stato di emergenza vengono meno i fondi con cui lo Stato ha consentito ai comuni di sospendere la riscossione della tassa per l’occupazione del suolo pubblico. “Le interlocuzioni e le rassicurazioni con il sindaco Cassì e l’assessore Licitra non sono servite a nulla -commenta Occhipinti – la realtà, putroppo, è dinanzi agli occhi di tutti. Quali sono gli incentivi comunali per le attività economiche? Quali sono le iniziative per rendere più accogliente e vivibile piazza San Giovanni e il centro storico?”. Il commercio locale è uno dei segmenti economici tra i più penalizzati dai contraccolpi della crisi dovuta alla pandemia. Per progetti di sostegno e sviluppo delle piccole attività, i comuni, potrebbero contribuire con piani e sussidi che rientrano all’interno delle spese del bilancio. “Piazza San Giovanni è una zona franca- continua Occhipinti -con episodi di vandalismo e di microcriminalità. In questi anni non si è fatto nulla per rendere più accogliente questa zona del centro storico in grande sofferenza. Le famiglie ragusane, specie la sera, continuano a disertare, per ovvie ragioni, questa zona di Ragusa. La stagione estiva è già iniziata con pochissime presenze rispetto ad altre realtà della Sicilia. Dopo due anni di lockdown speravamo che la nostra amministrazione comunale prestasse più attenzione al look del centro storico. In verità – incalza il presidente di Confimprese – basterebbe uscire dal municipio e fare due passi verso piazza San Giovanni per rendersi conto che la sicurezza e che la preoccupazione, per l’incolumità delle persone e per la responsabilità penale, dovrebbe togliere il sonno ad ogni sindaco. È ora che il Comune e la prefettura ci diano delle risposte concrete visto e considerato che molte delle azioni illegali si svolgono sotto il loro naso. Le risposte, questa volta, le pretendiamo con i fatti e non con parole di circostanza”.. Preoccupazioni condivise dal direttivo di Confimprese e dal presidente provinciale Pippo Occhipinti.

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