Dallo Champagne ai vini: consigli su come abbinarli di Millesima

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Quando si parla di champagne non si può non pensare alla  vastissima tradizione francese per quanto riguarda la produzione di queste meravigliose bottiglie pregiate  di champagne – come quelle che possiamo trovare su Millesima – che si dividono in varie categorie. Il tutto nasce grazie al monaco Dom Pérignon che intorno al diciassettesimo secolo diede vita alla produzione dello champagne nel nord della Francia dove ancora oggi vengono prodotte bottiglie eccezionali tra i Dipartimenti della Marne, dell’aube e dell’Aisne. Dom Pérignon creò il famoso “metodo champenois”, ossia il metodo classico della rifermentazione in bottiglia. Metodo che ancora oggi viene utilizzato per la produzione dello champagne.

Per la produzione dello champagne bisogna utilizzare solo ed esclusivamente determinati vitigni. Tra cui troviamo il Pinot Noir, il Pinot Meunier e lo Chardonnay. Quest’ultimo vitigno dona allo champagne la nota specificità e le caratteristiche inconfondibile. In Francia le quattro zone dedicate allo champagne sono la Montagne de Reims, la Còte des Blancs, la Vallée de la Marne e la Còte de Bare.

I vini in Italia

L’Italia, però, non è di certo da meno per quanto riguarda la coltivazione dei vitigni per la produzione di vino e di spumante. Nel Bel Paese è possibile apprezzare principalmente tre categorie di vini: i vini rossi, i bianchi ed i rosati. Ogni vino, però, richiede un abbinamento diverso in modo da rispettarne le caratteristiche ed esaltarne i profumi ed i sapori.

Il vino rosso

Il vino rosso si ottiene dalla macerazione del succo d’uva, il mosto e le bucce dell’uva che possono appartenere a diverse famiglie di uva. In linea di massima un vino rosso particolarmente giovane ha una colorazione che si avvicina al porpora. Quando il vino invecchia, invece, la colorazione prende i riflessi del rubino e poi aranciato. In Italia si producono tra i migliori vini rossi al mondo, soprattutto in tre regioni come il Piemonte, la Toscana ed il Veneto.

Pensiamo ad esempio a vini come il Barbaresco ed il Barolo che hanno entrambi una base di nebbiolo. Così come il Barbera, a base d’uva Barbera – appunto. In Toscana invece i grandi protagonisti sono il Sangiovese ed il Chianti, oltre al grande classico del Brunello di Montalcino.

Per quanto riguarda il Veneto, invece, si segnala l’Amarone della Valpolicella, uno dei vini più amati in Italia e nel mondo. Ma come si abbina il vino rosso?

Quelli più giovani e leggeri hanno una struttura più delicata e sono perfetti per l’abbinamento a pietanze a base di carni, sia come sugo per i primi che come portate. Le carni alla griglia, con una cottura al sangue, si abbinano perfettamente a vini con tannicità marcata. Per i vini rossi meno strutturati, invece, è perfetto l’abbinamento con gli insaccati o le carni bollite.

Con i vini rossi mediamente strutturati è possibile azzardare gli abbinamenti con carni rosse da cuocere al forno ed alla griglia, oppure alla selvaggina. Ottimo, in questo senso, l’abbinamento con formaggi di media stagionatura. I vini rossi più strutturati, invece, vanno abbinati a carni al forno e brasati ed a piatti a base di tartufo, come vuole la tradizione piemontese.

 

Il vino bianco

L’Italia ha una grande tradizione di vini bianchi, come quelli che vengono prodotti nei meravigliosi territori del Trentino Alto Adige, in Friuli, in Lombardia ed in Campania. Pensiamo ad esempio al Gewurztraminer, al Ribolla, al Franciacorta, al Trebbiano ed al greco di tufo.

A livello di accostamento il vino bianco si appresta a moltissimi piatti. L’abbinamento più tradizionale e scontato è con le pietanze a base di pesce, ma non mancano gli abbinamenti con le carni ed i formaggi. Per quanto riguarda il pesce è bene preferire pesce di carne magra bollito, alla griglia o al vapore per vini bianchi delicati. Per vini bianchi corposi, invece, possiamo azzardare con pesci al forno come laici, sarde o sgombri che presentano una intensità diversa. Con i crostacei l’abbinamento perfetto è con i vini aromatici come il Gewuztraminer, mentre con la frittura di pesce, piatto tipico della tradizione italiana, scegliamo vini con bollicine che abbiano un’alta capacità sgrassante.

I vini bianchi sono perfetti anche da abbinare a carni delicate come il pollo, il tacchino e capponi, ma anche per il vitello e le interiora di maiale. Per i più ambiziosi è possibile abbinare un ottimo vino bianco a del buon tartufo, in modo da sfruttare tutto il sapore deciso e penetrante e da esaltarlo.

Il rosato

I vini rosati si ottengono da una miscelazione di vini bianchi e rossi. In Italia vengono prodotti diversi vini rosè come il Pinot Nero, il Trentodoc Rosè, il Bardolino Chiaretto e il Cerasuolo d’Abruzzo.

Anche in questo caso ci sono diversi abbinamenti possibili con i vini rosati. Quelli di maggiore corpo, come il Cerasuolo d’Abruzzo, possono essere abbinati a piatti più strutturati come i formaggi di media stagionatura, affettati e carni bianche alla griglia o arrosto. Non mancano gli abbinamenti con primi piatti e pesci grassi.

I vini rosati più verticali come il Bardolino Chiaretto si prestano all’abbinamento con antipasti di mare e di terra, come ad esempio molluschi, crostacei e formaggi freschi. Questo vino può essere abbinato anche aa risotti vegetariani e primi piatti con condimento leggero. I vini rosati più delicati vanno abbinati a pietanze leggere come gamberi rossi e risotti molto leggeri.

Ogni vino ha dunque la propria caratteristica e va abbinato nel miglior modo possibile per esaltarne le caratteristiche principali come il profumo ed il sapore. Ed in Italia non mancano di certo le combinazioni considerando le tante varianti di vino ed i piatti della tradizione culinaria nazionale.

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