A rischio la tenuta economico e sanitaria in provincia di Ragusa

L'appello dell'Ust Cisl Rg Sr a politica e istituzioni: "E' necessario cambiare passo"
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“C’è grande preoccupazione per la tenuta sociale, economica e sanitaria dei nostri territori a livello complessivo. Mentre stiamo ancora finendo di calcolare i danni causati dalla seconda ondata epidemica, si prospetta all’orizzonte una crisi senza precedenti, soprattutto se chi ha la responsabilità di decisioni politiche e istituzionali non accelera il passo. Se non si passa subito all’azione, insomma, si rischia il tracollo”. E’ il senso dell’allarme lanciato dal segretario generale dell’Ust Cisl Ragusa Siracusa, Vera Carasi, sui segnali sempre più negativi e critici che arrivano dal mercato del lavoro e dal sistema produttivo dell’area iblea. “Abbiamo già avuto modo di appurare – continua Carasi – come sia stato e continua ad essere particolarmente grave la ripercussione che la pandemia ha avuto sulla fragile realtà economica delle nostre aree provinciali. E’ il caso anche dell’ambito ragusano così come ci viene evidenziato nei tanti settori rappresentati dalle nostre federazioni. La Cisl chiede con forza alla politica di canalizzare le forze per concretizzare un solo obiettivo: ridare slancio a una terra che ha bisogno di grandi investimenti in infrastrutture, innovazione, digitalizzazione, banda larga, scuola e formazione”. Carasi auspica che “le somme contemplate dai vari provvedimenti governativi possano arrivare a quanti ne avvertono il bisogno, in modo veloce e senza ritardi. Stiamo parlando della cig e delle varie misure sociali, per consentire alle persone di vivere dignitosamente ma anche per evitare che si dia spazio a situazioni che potrebbero scompaginare il quieto vivere sociale, come, ad esempio, il ricorso all’usura. Occorre stigmatizzare queste situazioni e per tale motivo è necessario che lo Stato compia sino in fondo il proprio dovere per quanto riguarda i provvedimenti complessivi di ristoro. Stiamo parlando, inoltre, di temi legati alla crescita, al lavoro, allo sviluppo per i quali è necessario un reale coinvolgimento preventivo delle parti sociali nei processi decisionali che riguardano il futuro della nostra terra e più in particolare delle nostre città”. Un altro aspetto che il segretario generale Carasi intende mettere in luce è quello riguardante le risorse del Recovery fund. “Come Cisl – continua – affermiamo che si sta discutendo troppo di progetti da realizzare e da dove reperire le risorse e invece troppo poco della esecutività e quindi della effettiva cantierabilità degli stessi. Per questo riteniamo che gli enti locali territoriali debbano organizzare i propri uffici in modo che le somme possano confluire in progetti esecutivi, gare d’appalto e avvio di lavori. L’esempio ‘ponte di Genova’ ricostruito in tempi celeri e grazie alla collaborazione di tutti, non deve restare una chimera, ma diventare realtà e questo vuol dire non solo dotare di tecnici e progettisti gli uffici pubblici ma anche pensare a procedure particolarmente snelle, sempre nel rispetto della trasparenza amministrativa e della legalità, che consentano di giungere ai cantieri in tempi brevi. Insomma, dobbiamo sin da ora guardare al futuro e programmare un sostenibile modo di procedere in grado di garantire risposte in tempi certi”.

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