Modica, riparte il progetto “Calciosociale”

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Riparte l’organizzazione, dopo lo stop a causa del Covid, del progetto “Palestre di Vita: Giovani a confronto sui campi di Calciosociale”, realizzato, con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ufficio per lo Sport, coordinato da Calciosociale Italia e in partnership con l’Associazione “Alberto Portogallo” di Modica e l’ASD Fossombroni di Grosseto.
“Cambiare le regole del calcio per ridiscutere le regole del mondo” questo l’obiettivo di Calciosociale che con la sua metodologia fa del calcio uno strumento potentissimo di inclusione.
Calciosociale, infatti, è una nuova tipologia di calcio: aperta a tutti, basata su regole volutamente reinterpretate, fuori dalla logica comune e dallo straordinario impatto sociale. L’obiettivo è creare un modello di società più giusto e coeso trasformando i campi di calcio in palestre di vita dove l’integrazione avviene quando le persone disagiate entrano a diretto contatto con persone
normodotate. Questa è la grande novità del Calciosociale oggetto di studio e analisi da parte di importanti operatori del settore sanitario. Per chi lo pratica, il Calciosociale non è solo un modello di gioco, ma diventa uno stile di vita improntato ai valori dell’accoglienza, della giustizia, della nonindifferenza e dell’amore per se stessi e per l’altro, che viene visto come “dono”.
Le regole di calciosociale tendono ad avere, quindi, una competizione leale ed equilibrata.                                                                                                                                                                                            – Non ci sono squadre più forti. Ogni squadra ha lo stesso coefficiente tecnico e tutti hanno le stesse possibilità di vincere.
– Non esiste arbitro (ogni giocatore impara ad essere responsabile)
– Le decisioni arbitrali vengono prese dai due capitani della squadra. Per ogni squadra, poi, oltre
ad un capitano c’è un educatore, quello che dirime i conflitti e scioglie le questioni.
– Un giocatore non può fare più di 3 goal a partita, ma deve aiutare gli altri a segnare
Queste sono alcune delle regole che caratterizzano il torneo.
Il progetto ha dunque come obiettivo quello di usare la metodologia del Calciosociale come strumento di coesione e crescita per i partecipanti e prevede l’organizzazione di un torneo che si giocherà contemporaneamente a Modica, Roma e Grosseto.
In campo scenderanno squadre miste composte da ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 18 anni e donne e uomini fino ai 70 anni. Verranno coinvolte più di 70 persone a livello locale, e attivata una rete con altre associazioni del comune di Modica quali cooperativa Alberto Portogallo (Capofila), l’Anffas di Modica, Associazione Piccoli Fratelli, Pulito è più bello, Pgs Modica, Crisci Ranni, Libera.
Inoltre, Le “partite” non si disputeranno solo in campo ma anche fuori dal campo con attività di recupero di spazi e attività di riciclo creativo per sensibilizzare sul tema della tutela dell’ambiente e della non-indifferenza.
Durante le partite e per tutta la durata del torneo compresa la finale la squadra che non gioca svilupperà un argomento relativo al tema della “non indifferenza”.
Per organizzare la ripartenza del torneo nella città di Modica, il coordinatore di Calciosociale Italia Massimo Vallati, si è incontrato Dario Cerruto, referente dell’associazione “Alberto Portogallo” e insieme hanno pianificato le attività territoriali che si svolgeranno nella città di Modica dal prossimo
ottobre, presentando il progetto anche all’Assessore allo sport Maria Monisteri Caschetto che ha dato la disponibilità ad utilizzare il polisportivo Caitina e che con la cooperativa A. Portogallo sta individuando lo spazio da recuperare.
Alla fine del torneo locale le prime due squadre classificate andranno a Roma per disputare la finale. In due giornate di partite e momenti di confronto ci sarà modo di conoscere e costruire nuove relazioni.

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