Distributore di carburanti a Ispica contestato

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Un distributore di carburanti che da decenni insiste  in Via Mario Rapisardi, in pieno centro storico a Ispica, quasi a ridosso di alcuni immobili residenziali e per il quale erano iniziati le opere di adeguamento, comunque bloccate dal sindaco, Muraglie. Tra i residenti un’anziana signora, i87 anni, con problemi di salute e diversamente abile al 100%. Tutti si ritrovano loro malgrado in questa situazione, impossibilitati anche ad affacciarsi dal balcone per prendere una boccata d’aria. L’avvocato Giorgio Terranova ha presentato ricorso al TAR che, chiaramente, non ha emesso alcuna sospensiva poiché c’è già un provvedimento del primo cittadino il quale incontrerà tecnici e rappresentanti dell’Eni, società proprietaria dell’impianto di distribuzione per trovare una diversa soluzione. “La singolarità della vicenda – lamentano i residenti – è che i proprietari degli immobili ricadenti nel marciapiede oggetto dei lavori di trasformazione in area di servizio, fino a quel momento, non eravamo stati informati di nulla. Gli interventi edilizi che stanno avendo luogo, limiteranno fortemente l’accesso e l’ingresso anche di una semplice barella qualora ce ne fosse bisogno, nell’abitazione dell’anziana disabile. Ci si può svegliare una mattina – si legge ancora nella nota – e trovarsi transennati all’interno della propria abitazione senza saperne il motivo? I proprietari degli immobili interessati e danneggiati dai lavori in corso potrebbero ritrovarsi con una transenna di ferro che delimiterà l’area pedonale dall’area di servizio e delle colonnine di erogazione carburanti a meno di 2 metri dagli ingressi delle proprie abitazioni, con tanto di inquinamento ambientale dovuto alle esalazioni del carburante e di inquinamento acustico causato all’aumento del traffico cittadino nel centro storico di Ispica. Ad oggi  il cantiere è ancora in essere, e dalle ultime informazioni raccolte, sembra che a giorni debbano riprendere i lavori di ultimazione dell’impianto. Noi non ci stiamo – conclude la nota – e chiediamo a gran voce la revoca della concessione, perchè siamo ben decisi a far valere i nostri diritti”.

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