L’addio dei modicani(e non solo) a Peppe Lucifora. “Ci ha sorpreso anche nella morte”

Il duomo di San Giorgio strapieno di persone ha salutato Peppe Lucifora, il cuoco dell’ospedale Maggiore ucciso domenica, allo stato da ignoti, e trovato nel pomeriggio nel suo appartamento al Quartiere Dente. Tante lacrime, tanti aneddoti per ricordare, anche durante la funzione religiosa, l’estroso personaggio tanto amato dai modicani e non solo. Generoso, affettuoso, aiutava, incoraggiava con tanti gesti. Sempre disponibile con tutti. Capace di atti di carità non comuni, si accostava all’eucaristia. Umile, deciso a convertirsi ogni giorno. Padre Giovanni Stracquadanio, parroco di San Giorgio, non ha mancato di sottolineare queste risorse. “Peppe ci ha sorpreso anche nella morte – ha detto il prelato -. Ci auguriamo che siano affidati alla giustizia gli autori di questo grave delitto. Peppe viveva in simbiosi con Modica, ecco perchè tutti lo amavano”. Parole forti anche da parte di Marco Borrometi, presidente dell’Associazione Portatori di San Giorgio, della quale Lucifora era consigliere. “Niente di Peppe Sarà perduto e dimenticato. Le offerte serviranno a realizzare qualcosa che possa farlo ricordare nella Cappella di San Giorgio. E’ comprensibile salutarti così come impensabile fino a tre giorni fa”. Alla conclusione della celebrazione eucaristica, i portatori a spalla hanno accompagnato il feretro lungo Corso San Giorgio

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