Zone economiche speciali, Confcommercio: “Vittoria esclusa, l’amministrazione comunale predisponga comitato per fare cambiare idea alla Regione”

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“Nella partita che si sta giocando sulle aree Zes prendiamo atto, così come dichiarato dal nostro presidente provinciale Gianluca Manenti, dell’esclusione della nostra città di Vittoria da un importante strumento di programmazione riguardante lo sviluppo economico regionale”. A dirlo è il presidente di Confcommercio Vittoria, Gregorio Lenzo. “Esclusione – aggiunge – che, come sezione di Vittoria, ci vede rammaricati per due ordini di ragioni: la prima legata ad un tema prettamente sociale. Mi riferisco al fatto che la crescita economica di un territorio consente la creazione di lavoro e il lavoro restituisce dignità ai cittadini e, al tempo stesso, incentiva e consolida le politiche di legalità di cui il nostro territorio ha tanto bisogno. La seconda è una ragione di carattere economico. Vittoria, infatti, con la sua vocazione commerciale, con la presenza dell’autoporto e di un aeroporto, stante la vicinanza a Comiso, di cui, invece, apprendiamo l’inserimento nelle Zes e a cui vanno le nostre congratulazioni per l’obiettivo raggiunto, può sprigionare delle potenzialità grazie anche all’applicazione di questo importante strumento di sviluppo dei territori. Ecco perché Confcommercio Vittoria vuole sollecitare in modo propositivo l’amministrazione comunale attraverso la richiesta di un incontro che, di concerto con gli altri sindacati, preveda l’istituzione in breve volgere di tempo di un tavolo che porti all’individuazione di un comitato per valutare se ci sono i presupposti per reinserire anche la nostra città nel progetto Zes e trovare una soluzione o meglio una proroga a questa esclusione prima che il decreto sia approvato. Riteniamo, dunque, che la nostra città abbia le caratteristiche di un territorio con una rilevanza strategica per le attività presenti al suo interno, territorio che dimostra un collegamento economico funzionale con l’area portuale, alla luce anche della presenza di un autoporto che, come evidenziato da più parti, rischia di diventare, purtroppo, una vera e propria cattedrale nel deserto”.

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