Ricordando Giorgio Sparacino…di Domenico Pisana

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Con la morte di Giorgio Sparacino, Modica perde sicuramente una figura di notevole rilievo nell’ambito della cultura e del teatro. Una figura che ha disegnato il tracciato storico- culturale del teatro nella città di Modica, sin da quando nacque il “Gruppo Teatro Emmeuno” che, successivamente, approdò nella costituzione del “Teatro del Vicolo”, il cui principale leader fu proprio Giorgio Sparacino, insieme ad Enzo Ruta. Con Sparacino nasce insomma in città un vero e proprio laboratorio teatrale, nel quale tanti giovani iniziano a trovare la possibilità di cimentarsi in rappresentazioni teatrali che venivano portate sulla scena non solo a Modica, ma anche in varie parti d’Italia, ove trovavano consenso di pubblico e di critica.
Prima degli anni sessanta, Giorgio Sparacino contribuì a far nascere il teatro a Modica prevalentemente in ambito parrocchiale, e i salesiani e i gesuiti furono i primi grandi sostenitori della sua pratica teatrale, che portò poi alla formazione, negli anni sessanta, ed esattamente nel 1963, della Compagnia “ Amici del teatro “ con Giorgio Sparacino, Giorgio Barone, Pippo Caccamo ed Enzo Nitta; compagnia che operava nel salone parrocchiale della Chiesa Sacro Cuore. In questa compagnia, ove Giorgio Sparacino proponeva Martoglio e altre commedie della tradizione teatrale siciliana, cominciò i suoi primi passi insieme ad Andrea Tidona, oggi noto interprete di fiction televisive e stimato attore teatrale di fama nazionale.
Sul finire degli anni sessanta Giorgio Sparacino con il “Gruppo Teatro Emmeuno portò sulla scena testi come “Uno sguardo dal ponte” di Artur Miller e anche diversi testi pirandelliani, fra cui una memorabile edizione di “Liolà” ; altra produzione di grande impegno fu “L’avaro” di Moliere, che ebbe in Giorgio Sparacino uno splendido Arpagone incorniciato in una scena popolata di animali fantastici di Enzo Ruta e assecondato dalle musiche originali di Peppe Scucces.
Giorgio Sparacino ebbe certamente un ruolo di primo piano nella prima amministrazione di Carmelo Ruta, ove fu chiamato per l’incarico di assessore alla cultura, e si distinse, fra l’altro, per l’iniziativa “Modica 96 – la contea di Modica”, il cui programma venne presentato alla stampa a Palermo, a Palazzo d’Orleans il 15 marzo 1996, proprio da Sparacino insieme al sindaco Ruta. Sparacino, appoggiato dal primo cittadino, coinvolse città e nazioni: da Clermont Ferrand in Francia fino a Malta, che per un certo periodo fu proprietà dei conti di Modica; si adoperò inoltre per avere il patrocinio del Senato della Repubblica e della Regione Sicilia, e per l’adesione dei comuni di Alcamo, Caccamo, Calatafimi, Geraci Siculo e Motta S. Anastasia, che presero parte all’evento della celebrazione del VII Centenario della fondazione della contea di Modica.
Dopo la sua esperienza amministrativa, Giorgio Sparacino continuò a percorrere un cammino culturale e teatrale intenso in provincia di Ragusa, mettendo a servizio del territorio la sua professionalità di regista e attore sia con la sua nuova Compagnia Teatrale “Utopia”, sia intervenendo in iniziative culturali del Centro Studi “Feliciano Rossitto” di Ragusa, nella compagnia teatrale del figlio, Alessandro Sparacino, in presentazioni di libri, convegni e attività culturale varie.
Un contributo notevole, a partire dal 2005, Giorgio Sparacino ha dato alle tredici stagioni culturali del Caffè Letterario “S. Quasimodo” di Modica tenutesi al Palazzo della Cultura( nella foto mentre interpreta Macbeth di William Shakespeare), ove ha interpretato tutti i grandi della Letteratura: a partire da Omero con l’Iliade e l’Odissea, per passare a Dante, Petrarca, Boccaccio, Manzoni, Leopardi, Shakespeare, Bauldelaire, Quasimodo, Montale e Ungaretti, Pavese, Saba, e tanti altri. Giorgio Sparacino ha lasciato anche una bella opera su Piero Guccione; nel 2010, infatti, ha curato, insieme a Paolo Nifosì, per le edizioni del Centro Studi “Feliciano Rossitto” di Ragusa, il volume antologico “Piero Guccione”.
Dunque, un uomo, un attore, un cittadino, un amministratore, Giorgio Sparacino, che ha mostrato sempre garbo e cordialità, disponibilità, affabilità e onestà intellettuale; che non ha mai palesato aria di supponenza né autoreferenzialità; che ha saputo interpretare i grandi cambiamenti del teatro con lucidità e senso critico. Giorgio Sparacino si è speso per 60 anni per la cultura del territorio ibleo e oltre, con abnegazione, capacità artistiche, intuizione ed equilibrio relazionale: speriamo venga annoverata tra i figli di Modica che le hanno dato lustro!

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