Il badge e la cauzione per l’accesso al Cimitero di Modica. Il Pd torna sulla questione

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“Nell’attesa di una risposta chiara ed esauriente dell’amministrazione comunale sulla vicenda dei tesserini magnetici per l’ingresso al cimitero di Modica, prendiamo atto delle dichiarazioni alla stampa della società che ha in gestione i servizi cimiteriali”. Il Partito Democratico torna a battere sul ferro caldo riguardo la vicenda del deposito cauzionale per avere il badge di accesso al Cimitero di Contrada Piano Ceci.
“La società Servizi Cimiteriali Modica dice bene quando precisa che i rapporti di gestione del cimitero sono regolati da un contratto, per cui è abbastanza chiaro che il rilascio dei tesserini – dice il Pd – è disciplinato previsto da esso con le tariffe stabilite nel project financing (al pari di tutti gli altri servizi offerti) e si tratta quindi solo di verificare se la somma di euro 25 per il rilascio del tesserino corrisponde a quanto pattuito oppure il contratto nulla prevede al riguardo e conseguentemente la società non è autorizzata a emettere tessere d’ingresso e, soprattutto, a fatturare alcunché a carico dei cittadini.
La società correttamente sostiene che i contratti si possono modificare.
Tuttavia, quando una parte contraente è un ente pubblico, le modifiche da parte di quest’ultimo avvengono tramite atti amministrativi emessi dagli organi competenti per legge e nelle forme da esse previste.
Apprendiamo invece che la tariffa è stata decisa nel corso di un “summit” tra società e amministratori comunali.
E’ inevitabile rispondere che se in conseguenza di detto incontro la volontà “pubblica” non si è tradotta in un atto formale, verificabile e censurabile nelle forme di legge, l’essersi incontrati non ha alcuna rilevanza; possono averlo fatto per discutere di problematiche del cimitero (come riteniamo) o per festeggiare un battesimo o una cresima: senza un successivo atto amministrativo da parte del comune che ratifichi o preveda le modalità di rilascio del tesserino, l’incontro non ha alcuna rilevanza giuridica se non forse quella, rilevante in altri campi del diritto, di aver autorizzato informalmente il privato a compiere atti sui quali non è competente.
La società lascia intendere di aver “subito” in passato parecchie autorizzazioni all’ingresso rilasciate senza sua responsabilità “le autorizzazioni concesse sono aumentate a dismisura (non certo per responsabilità della Ditta!) ” e quindi presumiamo che sia stato il Comune a rilasciarle come, peraltro, è giusto che sia.

Perché allora il rilascio di questi tesserini – spiegano i Dem – non è affidato agli uffici comunali competenti ma è lasciato nelle mani di un privato autorizzandolo a riscuotere somme per servizi non contrattualmente previsti?
E poi perché il Sindaco, tanto attento ai bisogni dei suoi concittadini non ne prevede il rilascio a carico delle casse comunali, tanto floride a giudicare da luci e fuochi di artificio per ogni minima occasione, trattandosi di un numero ridotto di persone cui andrebbe rilasciato”?

2 Commenti

  1. cosi fatti” asanfasò ” avrebbero detto i nostri nonni , ovvero in modo superficiale e approssimativo .Tipico di questa amministrazione .

  2. Più che “asanfaso'” sembra che alcuni atti amministrativi vengano svolti con cognizione conoscendo o sconoscendo le regole.

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