Modica. I valori della democrazia e delle tolleranza sovrastino l’Eccidio di Passo Gatta. Stamani amministrazione e sindacati hanno commemorato la strage di 97 anni fa

Commemorato stamani l’Eccidio di Passo Gatta, nel ricordo delle sei vittime della strage fascista e dei numerosi feriti avvenuta a Modica il 29 maggio del 1921.
Un concentramento si è tenuto in Piazza San Giovanni alla presenza del Sindaco, Ignazio Abbate, di assessori comunali, esponenti delle confederazioni sindacali di CGIL,CISL,UIL,consiglieri comunali, delle forze dell’ordine e di una delegazione di studenti delle medie della “De Amicis”.
E’ stato il segretario generale della CGIL di Ragusa, Peppe Scifo a tenere, per la confederazione sindacale, il discorso ufficiale.
Ha definito l’Eccidio di Passo Gatta uno dei momenti più virtuosi della lotta al fascismo e uno dei tasselli più significativi per la costruzione delle istituzioni democratiche del territorio in un contesto in cui il vento e gli aneliti di intolleranza politica, spesso sfociati nelle violenze e negli atti di puro teppismo ideologico, stava per nascere nel Paese. Quei valori oggi sono ricordati non solo per rendere onore alla memoria di chi perse la vita per una causa alta e nobile, come la difesa del lavoro e dei lavoratori, ma per trasmetterli alla giovani generazioni perché ne facciano tesoro. La democrazia, ha concluso Peppe Scifo non è per sempre!
Un amarcord con una lettura teatrale è stata poi l’esibizione dell’attore e regista Enzo Ruta che ha recitato un pièce dallo stesso scritta dal titolo “Io Turiddu Ciaramunti classe 1896”. Un testo, che è una memoria del racconto, in cui si narra la storia di quel tragico evento e che la perizia della recitazione ha dato un senso tragico ma suggestivo a quegli accadimenti fatti di vittime innocenti e di feriti caduti sotto il fuoco di reazionari fascisti che interruppero nel sangue una manifestazione operaia.
E’ stato il sindaco, infine a chiudere le celebrazioni dell’Eccidio di Passo Gatta ricordando, nel suo discorso, ai giovani questa esperienza perché non possa più accadere e che sia da monito a tutti perché i valori della democrazia e della tolleranza di idee e di azione possano essere sentimenti comuni e condivisi da tutti. Il valore della libertà, ha concluso Ignazio Abbate, e dell’espressione libera del pensiero siano sempre e comunque tutelati e rispettati.
Le note del “Silenzio di ordinanza” e l’Inno di Mameli della banda musicale “Belluardo – Risadelli” ha chiuso la manifestazione.

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