Saranno celebrati oggi, sabato, alle 15, i funerali di Giorgio Di Rosa, conosciuto in città come “Don Giugginu re gelati”. Le esequie nella chiesa di Santa Maria di Betlem. Era stato l’uomo di tante generazioni, colui che andava in giro per strade e stradine per vendere le sue granite e i suoi gelati. Nel 2014 era stato realizzato dal regista Ivano Fachin un documentario su di lui dal titolo proprio “granite e gelati. Era stato ricoverato mercoledì all’Ospedale ma 24 ore dopo è venuto meno. Aveva 86 anni, era nato nel 1931. Chi non ha assaggiato almeno una volta il gelato di Don Giugginu. Gli chiedevi un gelato al limone e lui insaccava con la sua paletta magica all’interno del pozzetto e tirava fuori un gusto unico: limone, cioccolato, fragola, stracciatella, pistacchio. Lui era così: stavolte scontroso ma voluto bene da almeno 4 generazioni. Lo vedevi sempre in giro, di corsa, a bordo della sua Fiat 127 bianca trasformata in banco gelati, altoparlante a paletta e poi la sua voci da “Claudio Villa” che gridanva “gelaaati e granite”. La moglie nel laboratorio di Via Fontana costantemente a preparare il prodotto, lui arrivava, caricava e ripartiva. Non c’era festa o manifestazione che non ci fosse lui.
Eppure lui diventò gelataio per caso, nei fatti era un muratore. Tramite il cognato, iniziò a lavorare alla Latteria e da lì acquisì la giusta competenza che lo hanno fatto diventare il gelataio d’eccellenza di Modica.
Addio Don Giugginu…addio “gelaaaati e graniiite”.






7 commenti su “Modica, oggi i funerali di “Don Giugginu ‘re gelati””
….quanti ricordi Don Giuggino….. sin da piccolo, con mio papà, ho comprato il gelato da te….infanzia (estate a Marina di Modica, nei pressi del moletto) adolescenza (scuole superiore durante il breve intervallo), e oggi da 35enne….sempre il tuo gelato. Ti chiedevo un cono al cioccolato, e magicamente mi davi un cono al ciccolato, fragola, limone, stracciatella, pistacchio….insomma gusto unico…ma sempre buono….e poi quel cono da passaggio……
Che tu possa riposare in pace….
Persone di altri tempi. Con la ‘P’ maiuscola.
Grande Uomo, mi ricordo negli anni 90 le briosche con gelato, all’uscita della scuola media Pietro Scrofani..
O i pomeriggi estivi al foro boario.
La VIGNAZZA ti ricorderà sempre.
R.i.p.
Se gli si chiedeva un gelato monogusto quasi quasi si offendeva, perche’ il suo gelato era, per causa di forza maggiore (unica paletta per tutti i gusti) plurigusto….che comunque non dispiaceva, come invece dispiace tanto per la sua scomparsa. Se ne va un altro personaggio di Modica, un pezzo di storia. Sentite condoglianze a tutta la sua famiglia.
“Era stato ricoverato mercoledì all’Ospedale ma 24 ore dopo è venuto meno”. Troppo generico!Perchè era stato ricoverato? Come è morto? Di che?
I commenti che precedono il mio, sono la testimonianza di come il Sig. Giorgio Di Rosa abbia caratterizzato
con la sua attività gli ultimi 60 anni . Oggi lo ricordano come ” Don Giugginu re gelati” , io lo ricordo come
” Don Giugginu u gelatieri” . Il ricordo più recente è di lui con il suo furgoncino bianco. Io ho ricordi un po’
più datati. “U Gelatieri ” , inizia la sua attività quando ancora abitava in Via San Marco dal suo garage/laboratorio si dipartiva per le vie cittadine. In estate noi bambini aspettavamo con ansia il suono del suo fischietto squillante ed assordante, che annunciava il suo arrivo. Gelati e granite!!!! gridava instancabilmente, con la sua voce squillante e quasi metallica, accompagnata sempre dal suono prolungato del fischietto, fiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii! fiiiiiiiiiiiiiiiiiii! . Passando per Via Nuova Macello, dove io abitavo, gli chiedevo: ” mo runa nu’ gelatu ri cinqu liri” e lui : ” ri cinqu liri ciui nun ci nnè, u ciù picca eni reci liri”.
Soddisfatta la richiesta della gente che lo aspettava al passaggio, rimetteva in moto la sua Ape e ripartiva.
Fiiiiiiiiiiii! Fiiiiiiiiiiiii! gelati e granite, e partiva verso altri quartieri dove altri bimbi lo aspettavano ai bordi delle stradine sterrate o con le cuticce. Il suo primo mezzo, per quanto mi ricordi, è stata appunto, una motoape senza cabina e con il cassone a basse sponde che ospitava i pozzetti di gelato e granite. Questo lavoro lo svolgeva dalla primavera all’autunno. Passato questo periodo, Don Giugginu u gelatieri diventava muratore. A inizio anni ’60 acquista un suolo in Via Nuova Macello ( Quartiere Mulinelli ) dove edifica una palazzina che sarà la sua successiva abitazione e laboratorio. Nel periodo invernale, quando non vendeva i gelati, o quando faceva maltempo, costruiva con le sue mani la sua abitazione. Faceva di tutto. Un grandissimo lavoratore! Lavorava 365 giorni l’anno. Forse faceva una piccola pausa solo per San Giorgio, Santo cui lui era molto devoto ( infatti davanti casa sua c’è una nicchia con la statuetta del Santo ). Quando tornava la primavera riprendeva l’attività da dove l’aveva lasciata. Un moto perpetuo! non fermarsi un attimo. Appena esauriva la merce, subito rientrava e appena davanti casa, incominciava a suonare il clacson ( ora era col Fiorino ) in continuazione e subito a chiamare: Carmelaaa…… . la moglie subito usciva, le rabboccava i pozzetti di gelato mentre lui sostituiva la giacca bianca con un’altra pulita e attillata.
E ripartiva! Guai a trovare ostacoli nella sua strada, andava sempre di corsa perchè lo aspettavano. Grazie Sig. Di Rosa, per aver deliziato i palati di tanti bambini, specialmente inizio anni ’60, quando si intravedevano le prime possibilità di soddisfare anche i piccoli piaceri. Grazie per aver dimostrato che il sacrificio e il lavoro, assieme alla collaborazione della famiglia, paga.
Francesco Galazzo
Sparisce una favola a Modica bravo uomo lavoratore sempre pronto e presente in tutte le feste .con i suoi gelati e granite .a vignazia resteranno soli .la vignazia non sarà più come una volta movimentata .pace a don giuggino/ un anziano abitante da vignazia