Pozzallo. L’atleta paraolimpico Andrea Devincenzi in visita a Pozzallo per parlare di ciclismo e non solo

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POZZALLO, 20 Giugno 2026 -Non chiamatela disabilità. Se c’è un messaggio che è emerso dall’incontro di Andrea Devincenzi, all’interno della sala cultura “Meno Assenza”, davanti agli iscritti (e non solo) della Mtb di Pozzallo, è quello che tutto si può superare e che i limiti sono tutti dentro la nostra testa. Andrea Devincenzi, atleta paralimpico, 10 Guinness World Record holder e coach formatore, impegnato in un tour in bici alla scoperta dei 4 Elementi attraverso l’Italia, ha fatto tappa venerdì sera nella città marittima grazie al supporto dei ragazzi della Mtb Pozzallo, la società sportiva che raggruppa un buono numero di ciclisti iblei, capitanati dal suo presidente Elvio Sigona.
A soli 17 anni, a seguito di un grave incidente stradale, ha subito l’amputazione di una gamba. Da quella profonda frattura ha saputo costruire una nuova visione della vita, trasformando il limite in forza, lo sport in strumento educativo e il viaggio in testimonianza concreta di determinazione, coraggio e speranza.
Andrea Devicenzi sta percorrendo il tour accompagnato dalla campionessa olimpica Atlanta 1996, Patrizia Spadaccini. L’atleta sta attraversando territori, comunità e culture con l’obiettivo di sensibilizzare le persone sul valore della perseveranza, dell’inclusione e della capacità di non arrendersi mai davanti alle difficoltà della vita.
La 33esima tappa lo ha portato a Pozzallo dove ha parlato del percorso che sta effettuando, percorso che si articola simbolicamente nei quattro elementi: Aria (da Sanremo a Trieste), Terra (Trieste-Casalmaggiore, Bologna, Firenze e Roma), Acqua (da Roma a Reggio Calabria) e fuoco (in Sicilia da Buseto Palizzolo alla vetta dell’Etna).
“Ho perso una gamba ma non la voglia di vivere – dichiara Devincenzi in platea – Il mio obiettivo è quello di arrivare sempre a fare qualcosa di più, questo non fermarsi che equivale ad alzare ogni giorno l’asticella verso qualcosa che, dieci giorni prima, pensavi di non poter raggiungere. Questo viaggio che mi ha portato qui è un atto civile: attraversare l’Italia per dimostrare che qualsiasi sia il vostro Everest, una malattia, un fallimento, una perdita, si può con orgoglio superare”
E per superare anche l’Everest più alto, Devincenzi dà anche qualche consiglio sull’alimentazione. “Non fare del cibo una dogma – ha detto l’atleta – Se ho voglia e necessità di “sgarrare”, anche per poco, mi concedo quello che voglio. È chiaro, poi, come la moderazione anche a tavola debba prevalere, ma guai a dire che questo si mangia e quello no. Non serve a nulla”.
Presente presso la sala cultura anche il vicesindaco Raffaele Monte che ha ringraziato Devincenzi per i valori promossi e l’alto profilo agonistico e sportivo.

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