
Ragusa, 14 marzo 2026 – “C’è una sola parola che il sindaco Cassì e la sua giunta dovrebbero pronunciare: dimissioni”. Lo dice la rappresentante cittadina del M5S di Ragusa, Najla Hassen, a proposito dell’ormai nota vicenda dei ‘volontari'”. “Leggere frasi come “per convenienza nostra su alcune cose si sono chiusi gli occhi, ora non potrà più essere così” o ancora “fino a quando è andata bene e nessuno ha fatto notare nulla siamo andati avanti, oggi i tempi sono cambiati”, lascia interdetti. Da queste affermazioni traspare un paradosso: la vittima diventa colpevole e l’Amministrazione si auto-assolve, sostenendo di aver “chiuso un occhio” solo per aiutare i lavoratori – dice -. Noi, al contrario, ribadiamo con forza che la colpa non è di chi ha bisogno di portare il pane a casa, ma di un sistema distorto che questa Amministrazione ha alimentato, sfruttando lo stato di necessità delle persone. Le dichiarazioni dell’assessore Digrandi, che afferma di non essere al corrente dei fatti, appaiono palesemente inverosimili. Chi intende amministrare la città o ricandidarsi alle prossime tornate elettorali non può utilizzare la menzogna per coprire i propri errori; dovrebbe, invece, avere il coraggio di ammetterli e rassegnare le dimissioni. È bene che i cittadini ragusani ricordino che questa Amministrazione ha trovato le risorse per raddoppiare gli stipendi di Sindaco e Giunta e per retribuire esperti esterni nei settori cultura e turismo. Eppure, quando si tratta di tenere aperti i musei, gli impianti sportivi e le strutture culturali, si affida esclusivamente al volontariato. Nemmeno il richiamo al Partenariato Pubblico-Privato nella gestione del Castello di Donnafugata può essere usato come tentativo che è stato ostacolato dall’opposizione, non era un tentativo per tutelare i lavoratori con un inquadramento dignitoso, ma era un tentativo di altra natura e che presentava chiare irregolarità. L’Amministrazione ha il dovere di trovare i fondi per assumere e pagare adeguatamente il personale necessario. Se le risorse non dovessero esserci, allora anche la Giunta e gli esperti esterni dovrebbero prestare servizio gratuitamente, restituendo i propri compensi alle casse comunali. I soldi devono esserci per tutti, attraverso una redistribuzione equa delle risorse cittadine; in caso contrario, si tratta solo di opportunismo a vantaggio di pochi privilegiati. Quante altre questioni, che magari ancora non sono emerse, hanno visto questa amministrazione operare in questo modo? E’ davvero meglio che Cassì e i suoi tolgano il disturbo, una volta per tutte”.




