L’odio social si scaglia contro l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, che ha difeso pubblicamente i migranti dopo la notizia che potrebbero essere morti in mare mille di loro durante il ciclone Harry.

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PALERMO, 25 Febbraio 2026 – In occasione della preghiera per i morti in mare organizzata qualche giorno fa dalla ong Mediterranea Saving Humans, l’arcivescovo aveva espresso il dolore per le continue tragedie.

“Le martoriate acque del mare nostro sono ancora scosse e scandalizzate dall’ennesima strage consumatasi nel più assoluto silenzio gridato da precise scelte politiche”.

Le sue parole hanno scatenato l’aggressione mediatica sui social. “I preti non dovrebbero fare i politici”. “La chiesa mi fa sempre più schifo”. “Se non era comunista come Francesco non sarebbe in questo ruolo”.

Queste sono solo alcune delle frasi rivolte contro l’arcivescovo.

Il presidente della Conferenza episcopale siciliana e vescovo di Acireale, monsignor Antonino Raspanti, ha espresso la vicinanza della chiesa siciliana.

“Raccogliendo e interpretando i sentimenti manifestati dai confratelli vescovi di Sicilia, esprimo piena e convinta solidarietà al confratello, monsignor Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo e delegato dei Vescovi di Sicilia per le migrazioni, raggiunto da attacchi verbali e insulti a motivo delle sue recenti parole, cariche di sofferenza, per le vittime del Canale di Sicilia e per le ’martoriate acque del Mare Nostro.
Da custode del Vangelo monsignor Lorefice ha difeso il valore dell’umanità in quanto tale, la dignità di ogni persona umana, con i suoi fondamentali diritti, per altro sanciti e riconosciuti dagli organismi internazionali.
Se restassimo indifferenti davanti a tragedie e stragi come quelle richiamate da don Corrado se ignorassimo che il silenzio e l’indifferenza di molti significa acquiescenza fino alla complicità, avremmo ascoltato la nostra coscienza o l’avremmo messa a tacere?
Possiamo ignorare, per altro, che molti legislatori vogliono contenere e abbandonare piuttosto che soccorrere, accogliere e predisporre condizioni umane per chi è uomo e donna come noi?
Quale crimine avrebbe commesso don Corrado dicendo che ‘è l’umanità a essere in gioco simbolicamente nel Mediterraneo?”.

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