
Pozzallo, 24 Febbraio 2026 – Rocambolesco salvataggio dell’equipaggio dell’Aurora Sar, nave della ong tedesca Sea Watch, nei confronti dei 21 migranti che sono arrivati a Pozzallo martedì mattina. Stando a quanto riferito, i 21 migranti sarebbero fuggiti da un lager in terra libica, dopo aver trovato una barca e un motore che permettesse loro di fuggire in mare aperto. Tutto era stato studiato nel minimo dettaglio. L’occasione propizia si sarebbe presentata sabato notte quando le ventuno unità (di cui tre minori) si sono mosse col favore delle ombre serali per poi imbarcarsi e liberarsi dal giogo degli affaristi della morte. Il tempo di accorgersi della mancanza della scialuppa che le Guardie Costiere Libiche hanno acceso i motori delle loro motovedette al fine di riportare i ventuno migranti sulla terraferma. Coincidenza ha voluto che la scialuppa, a corto di carburante, si perdesse fra i flutti del mare e che, poche ore dopo, arrivasse la nave della Ong proprio per salvare i malcapitati. Nel momento del salvataggio, i militari della Guardia Libica, giunti sul posto qualche minuto dopo l’Aurora Sar, hanno chiesto a gran voce, minacciando i volontari della nave tedesca, che i migranti tornassero in Libia. Nulla da fare. Le ventuno unità erano già salite a bordo della nave tedesca. Si è trattato di una frazione di secondi e di attimi, come raccontano i giornali online libici e la pagina Facebook “Migrants du Desert” che riporta anche qualche foto della traversata.
Giunti a Pozzallo, una sola persona ha dovuto ricorrere alle cure mediche. Caso rientrato nel pomeriggio grazie al solerte lavoro del dottor Vincenzo Morello, del dottor Angelo Gugliotta e dei medici dell’Usmaf.
Tanti i casi di scabbia segnalati, al ché la nave tedesca sarà costretta a restare a Pozzallo per alcuni giorni al fine di essere messa a norma. Tutti i migranti sono stati ubicati dentro l’hotspot portuale.




