
RAGUSA, 23 Gennaio 2026 – Una gestione che definire “allegra” sarebbe un eufemismo. Il consigliere comunale Gaetano Mauro alza il tiro sulla questione dei compensi legati all’ex Amministratore Unico di Iblea Acque, l’ingegnere Poidomani, parlando apertamente di una vicenda da “repubblica delle banane”.
Al centro della polemica non c’è solo la cifra contestata, che dai primi 200.000 euro inizialmente stimati sarebbe lievitata fino a superare i 337.000 euro, ma soprattutto il ruolo di vigilanza esercitato dal Comune di Ragusa.
Secondo quanto emerso dall’ultimo accesso agli atti effettuato da Mauro, la situazione avrebbe preso una piega paradossale a partire dalla primavera del 2024.
“Il 7 marzo 2024 – spiega il consigliere – l’assemblea dei soci aveva deliberato la sospensione del compenso dell’allora AU in attesa di un parere legale. Quel parere ha confermato l’illegittimità delle somme, portando alla diffida per la restituzione. Eppure, mentre la società diffidava l’ingegnere con una mano, con l’altra continuava a pagarlo: da marzo 2024 a giugno 2025 sono stati erogati ulteriori 137.000 euro.”
Il principale bersaglio delle critiche di Mauro è il Sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, nella sua veste di Presidente del Comitato per il Controllo Analogo della società. L’accusa è di “inerzia o consapevole omissione”.
Mauro suggerisce che l’accumulo di incarichi in capo al primo cittadino (impegnato tra Comune, Provincia e SRR) abbia minato la sua capacità di vigilanza: “È inaccettabile che chi deve controllare non sapesse. Questa inerzia sembra un tentativo di mettere la polvere sotto al tappeto a spese dei cittadini”.
La richiesta di dimissioni
In concomitanza con la riunione del Comitato sul controllo analogo, Gaetano Mauro ha lanciato un vero e proprio ultimatum politico, chiedendo formalmente al Sindaco di dimettersi dalla presidenza dell’organismo di controllo.




