Ispica. Al via i festeggiamenti in onore di Don Bosco, attesa per l’arrivo della reliquia

Tempo di lettura: 2 minuti

Ispica, 22 gennaio 2026 – La comunità della Ss. Annunziata di Ispica e, in modo particolare, l’associazione cattolica “Don Bosco” dei devoti e portatori del Ss. Cristo con la Croce si prepara a vivere i festeggiamenti in onore di San Giovanni Bosco, in programma da sabato 24 gennaio a domenica 1° febbraio. I festeggiamenti 2026 saranno impreziositi dall’arrivo dell’Insigne reliquia della lingua e della laringe (apparato fonico) di don Bosco.
Sabato, alle 16, è prevista l’accoglienza della reliquia in piazza Padre Pietro Iabichella, con l’animazione a cura dei soci dell’associazione cattolica Don Bosco, dei ragazzi dell’Acr e di tutti i gruppi parrocchiali. Seguirà la processione verso la basilica, accompagnata dall’orchestra di fiati “Santa Cecilia”, che percorrerà le vie D’Azeglio, Cantù, corso Vittorio Emanuele, Bellini e Dante dove si terrà un momento di preghiera nel luogo in cui sorgeva l’oratorio dei Salesiani durante la loro permanenza ad Ispica dal 1945 al 1951.
La processione proseguirà poi lungo corso Garibaldi fino all’arrivo in piazza Ss. Annunziata. Alle 17 è previsto un momento di riflessione sulla figura di don Bosco con tutti i gruppi della catechesi. Alle 18 si terrà la solenne concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Salvatore Rumeo, vescovo di Noto. A seguire, la benedizione della nuova casa parrocchiale, intitolata a San Domenico Savio.

«La lingua e la laringe di Don Bosco – spiega il parroco, don Manlio Savarino – sono esposte alla venerazione dei fedeli in un reliquiario. Esse richiamano in modo potente la forza della parola, strumento centrale del suo ministero e simbolo della missione che Dio gli ha affidato: annunciare il Vangelo, educare i giovani, creare relazioni fondate sull’amore, sulla fiducia e sulla speranza. Venerare questa reliquia e accompagnarla in processione significa “vedere” ancora Don Bosco in cammino tra la gente, soprattutto tra i giovani».
«Il suo arrivo a Ispica – prosegue don Savarino – luogo in cui i padri Salesiani hanno prestato servizio tra gli anni Quaranta e Cinquanta dello scorso secolo, è motivo di grande gioia e anche un privilegio. La reliquia, infatti, è stata esposta per la prima volta alla venerazione dei fedeli solo nel 2025 e il pellegrinaggio a Ispica rappresenta, in assoluto, la seconda esposizione pubblica». «La parola di don Bosco – continua il parroco – pronunciata con coraggio, semplicità e passione, continua a parlare oggi alla Chiesa e al mondo, richiamando tutti alla centralità della Parola di Dio nella vita cristiana. Ciò che è stato umilmente al servizio di quella Parola non è stato oggetto di corruzione, diventando segno eloquente della grazia ricevuta. Don Bosco fu davvero un uomo di parole: parole capaci di educare, consolare, correggere e aprire alla vita».

«Fin dall’infanzia, come emerge dal celebre sogno dei nove anni, comprese il potere del linguaggio e della relazione, imparando che non sono la durezza o i colpi a cambiare i cuori, ma la dolcezza, la verità e l’amore. Per lui la parola divenne progetto di vita, dono totale ai giovani. La presenza dell’Insigne reliquia nella nostra basilica è dunque un forte invito a riscoprire una comunicazione che nasce dal cuore, che costruisce relazioni e che conduce a Cristo. Sarà un tempo di preghiera, riflessione e comunione, nel quale affidare a San Giovanni Bosco i giovani, le famiglie e l’intera comunità di Ispica» conclude il parroco.

© Riproduzione riservata
589274

I commenti pubblicati dai lettori su www.radiortm.it riflettono esclusivamente le opinioni dei singoli autori e non rappresentano in alcun modo la posizione della redazione. La redazione di radiortm.it non si assume alcuna responsabilità per il contenuto dei commenti e fornirà, eventualmente, ogni dato in suo possesso all’autorità giudiziaria che ne farà ufficialmente richiesta.

1 commento su “Ispica. Al via i festeggiamenti in onore di Don Bosco, attesa per l’arrivo della reliquia”

  1. Una delle vicende legate a Don Bosco che più colpisce per l’affidamento a Dio da parte dei suoi ragazzi, fu durante l’epidemia di colera. Affidó 44 ragazzi alla Madonna, i quali promisero di non fare peccato mortale, ed andarono in mezzo alle persone infette di colera per curarle. Nemmeno uno dei giovani fu toccato dall’epidemia, ed anche le autorità cercarono il loro aiuto.
    Lui gli aveva garantito che non sarebbero stati infettati.
    A distanza di tempo, ci si è dimenticati di questo, chiese chiuse e fedeli spaventati a morte, come se la morte decidessimo noi di rimandarla a nostro piacere, senza affidarci a Dio. E di casi come quello di Don Bosco, la storia delle Chiesa ne riporta a bizzeffe.
    A questo ha portato la nostra società, a non fidarci di Dio ma delle case farmaceutiche e dei loro imbonitori, ad abbandonare il prossimo e vederlo come untore ed appestato, allontanandoci da lui, a negare il conforto spirituale ed i Sacramenti, a boicottare I precetti, a tradire Dio.
    Per un’influenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Articoli correlati

RTM per il cittadino

Hai qualcosa da segnalare? Invia una segnalazione in maniera completamente anonima alla redazione di RTM

UTENTI IN LINEA
Torna in alto