
Non hanno inteso rispondere alle domande del Gip, Ivano Infarinato, i sei indagati nell’inchiesta sulle presunte residente fittizie di extracomunitari. Si sono dunque, avvalsi della facoltà di non rispondere davanti al magistrato. Le sospette residenze fittizie di extracomunitari sarebbero state ottenute dietro pagamento di ingenti somme di danaro, secondo quanto emerso dalle indagini della Squadra Mobile che ipotizza la presenza di un gruppo di persone – accusato a vario titolo di favoreggiamento dell’ingresso e della permanenza sul territorio nazionale di soggetti extracomunitari – che offriva agli stranieri, prevalentemente di nazionalità tunisina, tredici abitazioni nel centro storico della città da utilizzare al solo scopo di fare ottenere loro la residenza anagrafica, fondamentale per la presentazione delle istanze di rilascio o di rinnovo del permesso di soggiorno o anche di ricongiungimento familiare. Secondo l’accusa, per mettere a segno il disegno criminoso, il gruppo si avvaleva di due dipendenti comunali incaricati della verifica delle nuove residenze. E’ stato il pubblico ministero Silvia Giarrizzo a chiedere le misure cautelari dopo le indagini degli agenti della Mobile.