
Ragusa, 26 guugno 2026 – Il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia a Ragusa, Luca Poidomani, interviene sul percorso di istituzione del Parco degli Iblei, sottolineando la necessità di un confronto reale e approfondito con le comunità locali prima di qualsiasi decisione definitiva.
«Il Parco degli Iblei – afferma Poidomani – non è un tema astratto né una questione burocratica. Riguarda la vita quotidiana di migliaia di famiglie, agricoltori, allevatori e imprese che da generazioni custodiscono e lavorano questo territorio. Pensare di procedere senza ascoltare chi qui vive e produce sarebbe un errore gravissimo. Le scelte che si faranno avranno un impatto diretto sul futuro economico e sociale delle province di Ragusa e Siracusa».
Poidomani ribadisce che la tutela ambientale è un obiettivo condiviso, ma non può trasformarsi in un freno allo sviluppo: «Proteggere il patrimonio naturale ibleo è un dovere che nessuno mette in discussione. Ma la salvaguardia del territorio deve andare di pari passo con la crescita delle attività produttive. Le aziende agricole e zootecniche, le imprese che operano nelle nostre campagne, rappresentano un’eccellenza riconosciuta a livello nazionale. Non possiamo permettere che una zonizzazione rigida o mal calibrata finisca per penalizzare chi tiene in vita questi luoghi».
Il coordinatore cittadino richiama l’attenzione anche sul rischio di bloccare nuovi investimenti e opportunità occupazionali: «Un territorio che vuole guardare avanti deve poter attrarre imprese, favorire insediamenti compatibili, creare lavoro per i giovani. Il Parco non può diventare un ostacolo allo sviluppo, ma deve essere uno strumento che accompagna e sostiene la crescita. Servono regole chiare, ma anche elasticità e buon senso, affinché chi vuole investire non si trovi davanti a un muro di divieti». Sul metodo, Poidomani chiede un cambio di passo deciso: «È indispensabile un percorso partecipato, trasparente, che coinvolga Comuni, associazioni di categoria, operatori economici e cittadini. Nessuna scelta può essere presa senza il consenso delle comunità interessate. La governance del futuro Ente Parco, le misure di tutela, le compensazioni e la gestione delle attività produttive devono essere discusse e condivise. Non accetteremo un modello calato dall’alto che rischia di compromettere il futuro di intere aree rurali». Poidomani conclude ribadendo la posizione di Fratelli d’Italia e dello stesso circolo che condivide questa linea d’azione che è poi la stessa espressa dal partito: «Vogliamo un Parco che valorizzi, non che limiti. Che promuova il territorio, non che lo ingessi. Che difenda l’ambiente, ma anche il lavoro e l’identità delle nostre comunità. Su questo saremo vigili e determinati».


