La Cna di Ragusa a Vittoria per soffermarsi sugli indicatori di qualità durante un convegno tecnico

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Ragusa, 04 aprile 2026 – La Cna territoriale di Ragusa esprime soddisfazione per la partecipazione e il livello di interesse registrati durante il convegno “Governo del suolo e prevenzione dei dissesti: indicatori di qualità del territorio”, svoltosi sabato scorso nella sala delle Capriate “Giovanni Molè” di Vittoria. L’iniziativa, promossa insieme al Comune di Vittoria, all’Ordine degli Architetti Ppc della provincia di Ragusa e al Collegio provinciale dei geometri, ha visto la presenza del sindaco Francesco Aiello, del componente della presidenza Cna territoriale Rocco Candiano, dei presidenti degli ordini professionali, del presidente Cna Costruzioni Sicilia Salvo Antonio Cannavò, dei rappresentanti dell’Ingv e di numerosi tecnici, professionisti e imprese del territorio.

Ad aprire e moderare i lavori è stato il segretario territoriale Carmelo Caccamo che ha inquadrato il contesto siciliano di grande emergenza e l’azione dell’associazione di categoria a tutela delle aziende colpite dal ciclone che ha spazzato via i lidi e molte attività rivierasche. “Abbiamo assistito subito le imprese – è stato spiegato – rispetto ad un fenomeno estremo della natura che però ha fatto emergere tutta la debolezza del nostro territorio, privo per troppi anni di un’adeguata azione preventiva e programmatica. Il caso, appunto, di Niscemi è stato l’esempio europeo più impattante”.

Nel suo intervento, Giorgio Stracquadanio, che coordina il mestiere Cna Costruzioni Ragusa, ha delineato un quadro chiaro delle trasformazioni in atto, ricordando come la frequenza e l’intensità degli eventi meteorologici estremi – alluvioni, frane, ondate di calore, siccità e mareggiate – abbiano raggiunto livelli senza precedenti, con effetti sempre più rilevanti su comunità, infrastrutture ed economie locali. La manutenzione del territorio, ha sottolineato, non è più soltanto una questione ambientale o sociale, ma un vero e proprio fattore economico, indispensabile per la tenuta del tessuto produttivo e delle piccole e medie imprese. Per questo la Cna ritiene necessario superare la logica dell’emergenza e adottare una visione fondata su prevenzione, pianificazione, competenze e continuità degli investimenti.

Stracquadanio ha richiamato i dati Ispra e Snpa sul consumo di suolo nell’area ipparina, dove nel quinquennio 2020-2024 sono stati consumati 119 ettari di suolo, pari a 1.190.000 mq, l’equivalente di 166 campi di calcio. Vittoria, con 40 ettari, guida il dato assoluto, mentre Comiso, Acate e Santa Croce Camerina insieme raggiungono 79 ettari. Il tema si intreccia con la pianificazione urbana: sia Vittoria che Comiso stanno avviando i nuovi Pug, ma i numeri mostrano un surplus abitativo significativo. A Vittoria oltre 12.600 abitazioni risultano non occupate; a Comiso quasi 3.800. Questi dati, ha osservato, impongono un cambio di paradigma: la casa non può più essere considerata un investimento economico, ma un servizio, e il recupero del patrimonio edilizio inutilizzato, insieme alla qualità urbana e al verde, rappresenta una delle principali opportunità di sviluppo.

Un contributo particolarmente rilevante è arrivato dal dott. Mario Mattia dell’Ingv, che ha messo a confronto il dissesto in atto a Niscemi con la situazione del territorio ipparino, evidenziando come il ruolo di chi governa sia quello di evitare di arrivare a condizioni critiche, attivando per tempo misure di prevenzione e monitoraggio. Il messaggio è stato chiaro: conoscere i fenomeni, interpretarli e intervenire prima che diventino emergenze è la chiave per proteggere comunità e attività economiche. Il quadro del rischio idrogeologico conferma la necessità di interventi strutturali.

Dalle difficoltà possono nascere nuove opportunità di sviluppo per il settore delle costruzioni, soprattutto per le piccole e medie imprese. Le risorse esistono – Pnrr, fondi comunitari, fondi per la prevenzione – ma serve una capacità di spesa coerente con gli obiettivi. Cna si impegna a potenziare il valore del lavoro condiviso, evidenziando come il coinvolgimento degli ordini professionali e la grande partecipazione del pubblico confermino la centralità del tema. Ha ribadito la necessità di programmare insieme ai Comuni, soprattutto nella redazione dei Pug, tenendo conto dei nuovi scenari climatici e territoriali, perché una buona prevenzione consente di governare meglio il territorio.

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