
Ragusa, 12 marzo 2026 – Il consigliere comunale di Ragusa Saverio Buscemi, espressione del movimento ControCorrente, fondato dall’on. Ismaele La Vardera, candidato alla presidenza della Regione, interviene sulla vicenda emersa in questi giorni relativa al sistema dei cosiddetti “volontari” impiegati dal Comune, definendola “una questione non più solo politica, ma giuridica, amministrativa ed etica”.
Buscemi parte dalle dichiarazioni del sindaco riportate in queste ore dalla stampa, nelle quali si afferma che “il volontariato non è un’alternativa al lavoro regolare e non può essere confuso con rapporti di lavoro non regolari”. Parole che il consigliere definisce “condivisibili e corrette”, ma che – sottolinea – “non trovano riscontro in ciò che emerge dagli atti del Comune”.
Secondo Buscemi, infatti, la documentazione relativa ai progetti di volontariato mostrerebbe “oltre tremila ore di attività, con persone impegnate per 120, 130 fino a 170 ore mensili, turni strutturati per aprire e chiudere impianti, presenza nei weekend e nei festivi, attività di manutenzione, pulizia e servizi continuativi in biblioteche, musei e impianti sportivi”. Un quadro che, a suo giudizio, “non ha nulla a che vedere con il volontariato, ma somiglia a una vera e propria organizzazione del lavoro”.
Il consigliere evidenzia inoltre che, parametrando le ore ai rimborsi riconosciuti, “si arriva a compensi di fatto pari a 4 euro l’ora”. Da qui la denuncia: “Il volontariato vero è spontaneo e occasionale, non prevede turni, obblighi, divieti e regolamenti che parlano di orari lavorativi, divieto di usare il cellulare, di consumare cibi o bevande. Qui parliamo di persone che hanno bisogno di lavorare e che, pur di portare un pezzo di pane a casa, accettano condizioni che non possono essere definite volontariato”.
Buscemi richiama anche la questione dei giustificativi di spesa presentati per ottenere i rimborsi: “È inaccettabile che siano stati validati scontrini per prodotti come lievito, candeggina, bagnoschiuma o detergenti. Chi ha autorizzato queste spese si assume una responsabilità seria”.
Il consigliere collega poi la vicenda al tema della coerenza politica: “Mentre si risparmia sulla dignità delle persone, questa amministrazione – nei primi mesi del mandato – ha aumentato fino a raddoppiare le proprie indennità. Una scelta legittima, certo, ma non opportuna se poi si alimenta un modello che dà l’idea di comprimere i diritti di chi è in difficoltà”.
Buscemi conclude con un appello diretto all’assessore Digrandi, che nei giorni scorsi aveva dichiarato che, in caso di errore, sarebbe stato pronto a dimettersi: “Non si dimetta da solo. Se davvero questo sistema è andato avanti per mesi, anni o addirittura decenni, come sostenuto dal presidente del Consiglio, allora la responsabilità è politica e collettiva. Su temi come la dignità del lavoro non si scherza. E la dignità del lavoro non può essere contabilizzata a 4 euro l’ora”.




