
Palermo, 26 febbraio 2026 – La I commissione Affari istituzionali dell’Assemblea regionale siciliana ha ospitato l’audizione che ha visto la partecipazione della Cisl Fp Sicilia, unitamente alle altre sigle sindacali, per affrontare il nodo critico della stabilizzazione del personale Asu. Al centro del confronto, la situazione paradossale di 59 Comuni siciliani che, tra il 2019 e il 2023, hanno avviato i percorsi di stabilizzazione ai sensi della Legge regionale 8/2017.
Questi enti, pur essendo stati i più solerti nel recepire le direttive e nel dare risposte occupazionali ai lavoratori, si trovano oggi in una posizione di estrema fragilità: il contributo quinquennale regionale è infatti scaduto o in via di scadenza, lasciando sulle spalle dei bilanci comunali – spesso in condizioni finanziarie precarie – l’intero onere delle assunzioni.
La Cisl Fp Sicilia ha denunciato con forza l’evidente disparità di trattamento rispetto ai lavoratori Asu stabilizzati più recentemente ai sensi dell’art.10 della L.R. 1/2024, per i quali è stata invece garantita la storicizzazione stabile della spesa con risorse regionali. “Non è accettabile che la lungimiranza e il senso di responsabilità dei Comuni più virtuosi si trasformino in una penalizzazione economica per l’ente e in una condizione di Serie B per i lavoratori – dichiarano Daniele Passanisi, segretario generale Cisl Fp Sicilia, e Luigi D’Agostino, coordinatore regionale Funzioni locali Cisl Fp Sicilia – Oggi questi Comuni non sono nelle condizioni di garantire il legittimo incremento delle ore lavorative, con ricadute inevitabili sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini e sulla dignità professionale del personale. Chiediamo che la Regione armonizzi le risorse: a parità di bacino di provenienza deve corrispondere parità di trattamento e di coperture finanziarie. La seduta è stata interlocutoria ma costruttiva: il tavolo è stato aggiornato tra circa 15 giorni, termine entro il quale ci aspettiamo dati economici più concreti”
Durante l’audizione, le parti hanno convenuto sulla necessità improrogabile di prorogare i termini per le stabilizzazioni ancora da definire e la durata del contributo per chi ancora permane nel bacino Asu. L’obiettivo dichiarato dalla Cisl Fp Sicilia è l’eliminazione di ogni asimmetria normativa che rischi di creare lavoratori di “Serie A” e di “Serie B” all’interno della Pubblica amministrazione siciliana. La Cisl Fp Sicilia continuerà a vigilare affinché tutto ciò si traduca in atti concreti, garantendo stabilità lavorativa e certezza economica a chi, da anni, sorregge i servizi essenziali delle nostre comunità.




