
CATANIA / MODICA, 21 Febbraio 2026 – Il Tribunale del Riesame di Catania ha sciolto la riserva sulla misura cautelare a carico di un 34enne modicano, arrestato nelle scorse settimane con l’accusa di atti persecutori (stalking) ai danni della sua ex compagna. I giudici etnei, pur confermando la validità dell’impianto accusatorio, hanno riformato l’ordinanza cautelare con la quale il Gip di Ragusa aveva applicato gli arresti domiciliari, in accoglimento della richiesta presentata dal legale del giovane, l’avvocato Fabio Borrometi (nella foto), disponendo la scarcerazione dell’indagato.
Nonostante il riconoscimento della gravità dei fatti contestati, il Tribunale ha ritenuto idonee misure meno afflittive rispetto alla detenzione. L’uomo è stato, quindi, scarcerato, ma la sua libertà sarà vincolata a prescrizioni rigorosissime: l’obbligo assoluto di non accostarsi alla vittima né ai luoghi da lei frequentati e il monitoraggio costante tramite dispositivo elettronico per garantire il rispetto immediato della distanza di sicurezza.
La vicenda trae origine da una separazione mai accettata dal 34enne, trasformatosi in pochi mesi nell’ombra della sua ex. La donna, stremata da appostamenti sotto casa e pedinamenti ossessivi, aveva già presentato diverse denunce presso la Stazione dei Carabinieri di Modica.
L’epilogo è avvenuto pochi giorni fa presso un bar della città. Mentre la vittima si trovava all’interno del locale, l’uomo si era appostato all’esterno, utilizzando i fari dell’auto (accendendoli e spegnendoli ripetutamente) come segnale intimidatorio per costringerla a uscire. Solo il tempestivo intervento di una “gazzella” del Nucleo Operativo e Radiomobile ha permesso di bloccare l’uomo in flagranza, evitando che la situazione degenerasse ulteriormente.
Dopo l’iniziale convalida del fermo da parte del Tribunale di Ragusa, che aveva confermato i domiciliari, la difesa ha puntato al Riesame per ottenere una revisione della misura. La decisione di Catania segna ora una nuova fase del procedimento: l’imputato attenderà il processo fuori dalle mura domestiche, ma sotto lo stretto controllo elettronico delle forze dell’ordine, a tutela della serenità e della sicurezza della donna.





