Giustizia al bivio: a Priolo Gargallo il confronto tra le ragioni del “Sì” e del “No”

Un dibattito acceso e partecipato ha animato la serata di ieri a Priolo Gargallo. Politici e magistrati a confronto sui quesiti referendari: tra riforme necessarie e rischi per l'autonomia della magistratura
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PRIOLO GARGALLO, 21 Febbraio 2026 – La cittadina siracusana è diventata ieri l’epicentro del dibattito nazionale sulla riforma della giustizia. Presso una sala gremita di cittadini e addetti ai lavori, si è tenuto un incontro-dibattito volto ad analizzare i temi del prossimo referendum, un appuntamento cruciale per l’assetto del sistema giudiziario italiano.

A guidare la discussione, con equilibrio e ritmo incalzante, sono stati i moderatori Viviana Sammito e Francesco Nania, che hanno sollecitato gli ospiti a esporre le tesi pro e contro la riforma.

Sul fronte dei sostenitori del SI, sono intervenuti la senatrice Sudano, l’avvocato Serpotta e il rappresentante della lista “SI”, Fabio Borrometi.
Secondo i relatori, il voto favorevole ai quesiti rappresenta l’unica strada percorribile per ridurre i tempi biblici della macchina giudiziaria, garantire una maggiore terzietà del giudice rispetto all’accusa e rendere i magistrati maggiormente responsabili del proprio operato, sul modello di altre professioni.

Dall’altro lato della barricata, le ragioni del NO sono state portate avanti dal magistrato del Tribunale di Ragusa, il giudice Francesco Rio, e dall’onorevole Barbagallo (mentre è risultata assente l’on. Scerra).
Le preoccupazioni sollevate riguardano principalmente il  timore che alcuni quesiti possano minare l’autonomia e l’indipendenza del potere giudiziario rispetto a quello politico e l’idea che riforme così profonde richiedano interventi legislativi organici piuttosto che colpi di scure referendari.

Il pubblico ha seguito con estrema attenzione gli interventi che non hanno risparmiato stoccate tecniche e politiche, evidenziando come la giustizia sia un tema sentito non solo nelle aule di tribunale, ma anche nella società civile. Nonostante le divergenze, l’incontro ha confermato l’importanza di informare capillarmente l’elettorato prima di una chiamata alle urne così delicata.

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