
“I dati descrivono un mondo del lavoro che ha mostrato vitalità e voglia di ripresa ma che, ancora a novembre, scontava livelli lontani dal pre-crisi. In questi giorni, con l’impennata della curva pandemica, la distanza rischia di aumentare ulteriormente, tanto più senza strumenti adeguati di protezione dell’occupazione”. E’ quanto afferma la segretaria generale dell’Ust Cisl Ragusa Siracusa, Vera Carasi, anche e soprattutto dopo avere preso atto che il picco dei contagi, nell’area iblea, è stato calcolato proprio in queste ore. “Stiamo facendo pressing, come sindacato – sottolinea Carasi – affinché possano essere subito sbloccati i ristori per i settori maggiormente colpiti, servizi e turismo in primis. Ma, soprattutto, affinché possa essere prorogata almeno fino a marzo e per tutti i comparti in difficoltà la cassa Covid”.
C’è anche il discorso legato ai prezzi dell’energia che continuano a correre mettendo in pesante difficoltà i conti di famiglie e imprese. “Bisogna sostenere – aggiunge l’esponente della Cisl – da un lato le imprese per ridurre i costi troppo alti dell’energia, dall’altro abbassare le accise sulle bollette, controllando tutte le possibili variabili inflattive. Penso, ad esempio, ad una realtà come quella della provincia di Ragusa dove insiste, in percentuale, un numero elevato di piccolissime e medie imprese. Questo significa un colpo pesante alle opportunità di ripartenza e, di fatto, alle possibilità delle varie maestranze di salvaguardare il proprio posto di lavoro. E’ un momento difficile. E lo stiamo rendendo sempre più complicato. Ecco perché, come sindacato, torniamo a chiedere la ricerca di un dialogo più responsabile con le istituzioni, anche a livello territoriale. Non si può non essere consapevoli di un fatto e cioè che andando avanti in questo modo continueremo a perdere altre occasioni occupazionali. E, sinceramente, non ce lo possiamo permettere. Non questa volta”.
2 commenti su “Carasi(Cisl): “Servono strumenti adeguati di tutela dell’occupazione””
Voi permetterete questo ed altro, anche questa volta!
Il mondo del lavoro e quello delle piccole e medie imprese, non è tanto difficile da poterlo aiutare. Aiutare nel senso di non osteggiarlo, non per avere “ristori” (come li chiamate voi), perché non abbiamo bisogno di elemosine, ma di essere lasciati in pace. Noi sappiamo come lavorare, come dare lavoro, come difenderci senza che voi vi mettete nel mezzo. Se poi volete fare qualcosa di concreto, pressate sul costo del lavoro, sul cappio della tassazione e soprattutto sul sistema mafioso bancario.
Ovviamente questo i Sindaci non hanno nessun potere se non quello di potersi opporre al governo (se vogliono) ma corrono il rischio di essere silurati dai loro stessi partiti, quindi si limitano a farvi felici per non farci pagare qualche rata dell’Imu o darci un po’ di suolo pubblico gratis per qualche mese.
Voi siete soddisfatti per il “grande” risultato raggiunto e andiamo avanti fino al prossimo comunicato. Noi nel frattempo si chiude uno dopo l’altro e voi ancora non sapete da che parte stare. A proposito, ma da che parte state?
“Pani ruru e cutiedu ca’ nun tagghia”.