

Un gruppo di uomini armati ha assassinato sul far della sera il leader comunista Danilo Galindo e il figlio 23enne. Galindo era un funzionario dell’ufficio del sindaco di Fortul nel dipartimento di Arauca. Galindo difendeva i diritti delle popolazioni indigene in qualità conciliatore sociale di equità. L’agguato mortale è avvenuto nei pressi della cittadina di La Esmeralda. I corpi dei due malcapitati sono stati trovati a 3 chilometri di distanza l’uno dall’altro, il che fa supporre che prima di essere ammazzati siano stati torturati. Stessa sorte e nello stesso giorno è toccata all’ingresso del Comune di Corinto alla dirigente comunista Nasa Argenis Yatacue, intercettata e assassinata insieme al suo compagno Marcelino Ipia. Secondo le informazioni fornite dall’Istituto sviluppo e studi sulla pace, gli omicidi di difensori dei diritti civili sarebbero finora 70 dall’inizio dell’anno. Tuttavia, la Colombia continua ad essere sommersa da giornate di scontri e violenze a causa della repressione delle proteste da parte del governo Duque, principalmente a Bogotà e Cali.





