Ha ucciso la madre. Ragusa, si avvale della facoltà di non rispondere

Bocca cucita davanti al Gip che è andato a trovarlo nel carcere di Ragusa dove è detenuto, per l’interrogatorio di garanzia. Si è, dunque, avvalso della facoltà di non rispondere Carmelo Chessari, 48 anni, disoccupato di Ragusa, difeso dall’avvocato Emilio Cintolo, che molto probabilmente percorrerà la strada del Riesame. Chessari è accusato di essere responsabile della morte dell’anziana madre di 79 anni, Santa Trovato, deceduto dopo 20 giorni di agonia all’Ospedale “Cannizzaro” di Catania. A distanza di quasi 6 mesi dal brutto episodio di violenza domestica, consumatosi nella casa di via Cadorna, i carabinieri avevano arrestato l’uomo, già noto agli archivi delle forze dell’ordine per alcuni precedenti, con l’accusa di omicidio preterintenzionale aggravato. Durante questi mesi d’indagini, i militari hanno raccolto testimonianze e prove a carico del 48enne, non ultima la conferma del nesso di causalità tra le botte ricevute dalla madre e la sua morte, avvenuta lo scorso maggio all’ospedale “Cannizzaro”, dove era stata trasferita d’urgenza dopo un primo ricovero al “Giovanni Paolo II” di Ragusa. La brutale aggressione si era verificata la vigilia di Pasqua, quando Chessari era accidentalmente rimasto chiuso fuori sul terrazzo di casa. Avendo chiamato più volte la madre ipovedente che stava guardando la tv, e non avendo ricevuto risposta, l’uomo era alla fine riuscito a forzare la porta e a rientrare in casa dove, in preda ad un incontenibile eccesso d’ira, aveva cominciato a scagliare schiaffoni e pugni alla madre.

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