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Lo stupro di Vittoria. Incidente probatorio: la vittima è stata un fiume in piena

E’ durato circa un’ora l’incidente probatorio tenutosi davanti al Gip di Ragusa, Andrea Reale, al quale è stata sottoposta la vittima, la 30enne vittoriese, che accusa Sergio Palumbo,  ventiseienne anche egli di Vittoria,  di sequestro e di violenza sessuale. La donna ha risposto alle domande come un fiume in piena, quasi a volersi liberare di un macigno. Palumbo fu arrestato dai Carabinieri di  Ragusa,  in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip, a seguito della denuncia presentata dalla  donna, che risiede a Ragusa,   la quale accusava di essere stata vittima di violenza sessuale  e di essere stata costretta ad avere rapporti sessuali non consenzienti dal giovane indagato.  La vittima raccontò di essersi prima accordata per un incontro con il giovane e, successivamente, lo stesso, dopo averla fatta salire a bordo di un motociclo, traendola in inganno sul luogo in cui la stesse conducendo, sotto gravi minacce, fu ripetutamente violentata e picchiata. Dopo i momenti di incubo vissuti all’interno di una casa diroccata nelle campagne del vittoriese, la donna era stata riaccompagnata a casa dal violentatore che, dopo averla minacciata di morte, le aveva anche chiesto di consegnarle tutto il denaro di cui era in possesso. La poveretta era riuscita a sfuggire a questa ulteriore richiesta barricandosi in casa e chiamando successivamente i Carabinieri. I fatti risalgono alla notte tra il  2 e il 3 settembre scorsi. L’accusa è stata sostenuta, nel corso dell’incidente probatorio, dal pubblico ministero, Monica Monego, mentre la vittima era assistita dall’avvocato Luca Strazzulla. Palumbo, in atto recluso nel carcere di Caltagirone, è difeso dall’avvocato Giuseppe Aprile. La 30enne ha ripercorso il “supplizio” subito quella notte, confermando integralmente i contenuti del fascicolo riguardanti la vicenda. In supporto anche elementi probatori prodotti dalla polizia tra cui il riconoscimento fotografico fatto dalla donna e il messaggio vocale che quest’ultima inviò all’amica con la quale aveva festeggiato il compleanno prima. Prodotto anche il verbale di sequestro della maglietta e dei bermuda  trovati nell’abitazione di Palumbo tra Marina di Ragusa e Vittoria il giorno dopo, simili a quelli che il violentatore indossava la notte precedente e ripresi dalla videosorveglianza. Prossimamente dovrebbe arrivare la decisione della Cassazione a cui si è rivolto l’avvocato aprile.

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