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Il Capogruppo M5s Ragusa Sergio Firrincieli in replica al capogruppo di maggioranza sulla lettera aperta di Tringali

Alla lettura delle parole del capogruppo della lista CasSìndaco, la componente politica di maggioranza che sostiene l’amministrazione Cassì, in risposta alla lettera aperta di Antonio Tringali, il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale a Ragusa, Sergio Firrincieli, interviene dopo avere preso atto che la replica tira in ballo l’intero movimento, in maniera del tutto indebita e fuori luogo. “Antonio Tringali – chiarisce Firrincieli – ha formulato delle riflessioni, specificando che parlava da cittadino, non da esponente dei Cinque Stelle, né tantomeno da candidato sconfitto al ballottaggio. Ecco perché ritengo che Andrea Tumino non abbia compreso il senso delle esternazioni di Tringali oppure dobbiamo ritenere che, in quindici mesi, non abbia assimilato i concetti di base della politica. Può anche essere che il novellame politico stenti a crescere, non riuscendo a celare il disappunto per quelle che ritiene critiche all’amministrazione Cassì, tradendo il ruolo di questa maggioranza, non una componente eletta dai cittadini per sostenere le scelte dell’amministrazione ma una schiera di “yesman”, di soldatini che, a quanto ci dicono, non possono nemmeno fare una comunicazione se non approvata dal vertice della giunta. Parliamo, insomma, e lo dico a ragion veduta perché vivo da 15 mesi la vita del civico consesso, di una maggioranza che non ha sfornato una proposta, una iniziativa consiliare, una manifestazione di autonomia politica, anche non condividendo qualche atteggiamento di qualche componente la giunta, come trapela da qualche indiscrezione non ufficiale. Consapevole dei contenuti della lettera di Tringali e conoscendo il livello di studi di Tumino, resto basito di fronte alle affermazioni fatte: “dichiarazioni inaccettabili, una lettera surreale, un autogol politico”. Quindi, o Tumino non ha letto bene, oppure non ha capito politicamente il senso delle esternazioni che, come ribadisce lo stesso esponente dei Cinque Stelle, non hanno toccato nessuno in modo personale, né il sindaco, né gli assessori, né i componenti della maggioranza consiliare. Una delicatezza politica che, evidentemente, Tumino non ha capito, come non ha compreso, né tantomeno apprezzato, il fatto che Tringali, al di là di un suo legittimo periodo di riflessione, dopo la sconfitta al ballottaggio, non abbia voluto far sentire la sua presenza come ingombrante elemento di opposizione. Evidentemente il livello, politico per fermarci a questo, è diverso”.

E Firrincieli aggiunge: “Scagliarsi contro Tringali e usare termini come delirante per una serena esternazione fatta da quest’ultimo, mi pare eccessivo, poco elegante e fuori dalle righe; si parla di scottatura e di attacco, si dimostra di essere accecato dal fumo della critica che dovrebbe essere componente vitale del dibattito politico che, evidentemente, Tumino non tollera. Citare l’ordinario, come l’approvazione nei termini dei bilanci, è puerile e non può essere considerato come attuazione del programma elettorale che Tringali non vede concretizzato. Tumino cita scalo merci, ecomuseo, trattative per l’acquisto, non per la rifunzionalizzazione, di palazzo Tumino, locazione dei locali dell’opera pia, ma non risponde alle domande di Tringali su quello che è il futuro di queste iniziative. Tringali non solo non sfiora l’assoluzione del quinquennio grillino ma va ancora più indietro nel tentativo di sgombrare il campo dalla lotta contro i fantasmi del passato, vicino e lontano, che, in ogni caso, non porta nulla di buono alla città. Tumino, veramente, fa grande confusione, mettendo insieme quello che ha tirato fuori l’amministrazione Cassì, mancati accatastamenti, mancato censimento del patrimonio comunale, mancate rendicontazioni, ai fondi mancanti della Legge su Ibla, per passare ai rilievi della Corte dei Conti su cui si fa tanto chiasso, senza rilevare che, comunque, i precedenti amministratori hanno agito su carte firmate da segretario generale, dirigenti e revisori dei conti, molti dei quali ancora in forza al Comune di Ragusa. Tumino conclude sottolineando le criticità che ha incontrato la nuova amministrazione per contratti stipulati nel precedente quinquennio, mostrandosi sempre di più arrampicato sulla difficile via per trovare argomenti di replica, senza però entrare nel merito delle considerazioni di Tringali che il capogruppo della maggioranza si limita a censurare, anche in maniera poco cortese, ma senza riuscire a dare uno straccio di risposta. Ricordiamo che Tringali ha chiesto: “Ma si può andare avanti così?”. E Tumino mostra di non aver percepito la domanda, si è profuso in una sequela di critiche e di contumelie, ma se replica doveva essere, ci voleva qualche risposta. Su via Roma, a oggi, non c’è nessuna idea concreta, fino a ieri era data possibile l’apertura al traffico, poi si è tornati indietro. Nulla si può sapere neanche di quanto lasciato dai Cinque Stelle, con tanto di fondi disponibili: ex biblioteca, terzo stralcio sostituzione corpi illuminanti, museo del costume, casa delle associazioni, tutte cose che Tumino ignora, forse perché non ne sa nulla. Tringali si è soffermato, poi, sulle iniziative che il sindaco sbandierava in campagna elettorale, attività sportiva gratuita per i figli di famiglie disagiate, scuola dello sport, e tanti altri programmi citati nei volantini elettorali. Descrivere garbatamente una situazione come preoccupante è definito attacco: evidentemente hanno ragione i Cinque Stelle, per fare politica non serve il titolo di studio o quello professionale”.

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