Stipendi ai comunali di Modica. Terranova: “Siamo in una situazione di non ritorno”

Il ritardo di due mesi di stipendio ai comunali, assieme ai ritardi ormai incalcolabili nei confronti della spettanze dovute ad altri lavoratori (SPM, IGM, Coop-Sociali)costituiscono l’evidente ed incontrovertibile indice della gravità in cui ormai è sprofondato l’ente, vittima di una gestione, il cui unico risultato, che balza agli occhi di chiunque, è quello di aver aumentato notevolmente i debiti rispetto al passato. Debiti aumentati a dismisura a tal punto che forse neanche l’Amministrazione sia oggi in grado di farne una rappresentazione contabile quanto più obiettiva possibile. Lo denunciano il segretario della Camera del Lavoro di Modica, Salvatore Terranova, e il segretario della Fp Cgil, Nunzio Fernandez.
​”Se fosse stato avviato, in questi sei anni di gestione abbatiana – aggiungono i sindacalisti – un graduale risanamento dell’ente, non ci sarebbero, oggi, intere categorie di lavoratori (parliamo di quasi 900 lavoratori più famiglie) alla fame.
​Pensiamo che a Modica si sia arrivati al punto di non ritorno. La politica del “temporeggiatore”, quella adottata dal Sindaco fin qui, volta a nascondere ciò che la sua scriteriata gestione ha prodotto, ossia il vero e disastroso stato di crisi dell’ente territoriale, per quel che riguarda la sua solidità economica-finanziaria, non può avere più spazio. né politico né amministrativo né social. Altrimenti tutti ne saremo i responsabili.
Temporeggiare qui a Modica – proseguono Terranova e Fernandez – significa amplificare la mortificazione dell’ente territoriale, i suoi cittadini e la città tutta. Va effettuata, con somma urgenza, l’operazione, quella che sempre abbiamo rivendicato, ovvero il definitivo varo di strumenti e comportamenti amministrativi adeguati alla finalità di riportare a galla l’ente dallo sprofondo. Parliamo di una operazione che andava fatta prima e che ora non è più procrastinabile, perché il perdurare di tale infausta situazione produce giorno dopo giorno il deteriorarsi sempre più sia del Comune che la drammaticità di chi vive svolgendo lavoro per lo stesso.
​Il Sindaco deve mettere nelle condizioni sia il Consiglio comunale (se quest’ultimo ha ancora un ruolo!) che la Città intera nella condizioni di conoscere realmente l’enorme fardello di debiti contratti dal Comune. Fardello che -lo ribadiamo con forza – è alla base del collasso che stanno vivendo centinaia di famiglie dei lavoratori che hanno a che fare con il Comune e delle imprese che da quest’ultimo devono ricevere i pagamenti per le prestazione rese”.

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