Accesso agli atti in consiglio comunale a Ragusa, D’Asta. “Oltre due mesi prima di ottenere le documentazioni richieste”

Il mancato rispetto delle regole relativamente all’accesso agli atti sta diventando un problema serio e da tenere nella dovuta considerazione nel civico consesso di Ragusa. Lo dice il consigliere comunale di Ragusa Mario D’Asta che, nell’ultima seduta, ha protestato, annunciando il ritiro dell’interrogazione che doveva discutere, perché i documenti richiesti sono arrivati oltre due mesi dopo dalla presentazione della relativa istanza. L’interrogazione, avente per oggetto “Controlli ambientali delle acque del coste del litorale ibleo”, è rimasta lettera morta in aula proprio per la scelta del consigliere di non affrontare l’argomento in segno di protesta. “Allora – chiarisce D’Asta – non ho discusso l’interrogazione perché ho voluto protestare in maniera serena ma ferma contro il mancato rispetto del regolamento (articoli 44 e 45). In pratica, dopo che avevo presentato la richiesta di accesso agli atti alla fine del mese di giugno, per ottenere ulteriori chiarimenti rispetto all’interrogazione in questione, la risposta mi è arrivata la mattina stessa in cui si sarebbe tenuta, poi nel pomeriggio, la seduta del Consiglio comunale. Quindi, senza nessuna possibilità di approfondire il tema. Davvero un atteggiamento assurdo. Ecco perché, in aula, ho chiesto al nuovo segretario generale, dopo averlo salutato e avergli dato il benvenuto, di fare rispettare le prescrizioni del regolamento comunale. E’ umiliante per noi consiglieri avanzare la richiesta e non ricevere nei tempi dovuti il materiale auspicato”.
“Certo – prosegue D’Asta – comprendo benissimo che si può andare oltre i cinque giorni previsti nel caso di una istanza più articolata. Non cambia nulla se passa qualche giorno in più. Ma qui stiamo parlando di più di due mesi, una enormità di tempo. E ci sono altre richieste con ritardi di un mese, di dieci e quindici giorni. Come il caso delle tre liste di lavoratori operanti, per conto del Comune, in tre settori diversi della città. Cosa c’è da ricercare in tre liste di lavoratori? Non è possibile che, così come in altri casi, il rispetto delle regole sia diventato un fatto arbitrario. Non è consentibile che si continui ancora in questo modo perché il mancato rispetto delle regole fa perdere credibilità alle istituzioni”.
“Mi appello – conclude il consigliere D’Asta – oltre che al segretario generale, anche al presidente del Consiglio comunale e al sindaco affinché, ciascuno con riferimento al proprio ruolo, comprenda qual è il meccanismo che si inceppa e si intervenga di conseguenza. La mia è una battaglia che deve essere di tutti i consiglieri, non c’è maggioranza e opposizione che tenga. Il rispetto delle regole è sacrosanto. Ecco perché ho voluto protestare democraticamente”.

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