Art. 1 e la crisi politico-amministrativa al Comune di Scicli

“Scicli ripiomba nel caos amministrativo a causa della crisi politica che ha travolto l’amministrazione comunale”. Lo sostiene Gianpaolo Aquilino, coordinatore Art. 1 Scicli, secondo cui si tratta di una crisi preannunciata da tempo, “sin da quando i compagni di Scicli Bene Comune hanno abbandonato per primi la maggioranza; niente è stato fatto in quella occasione e niente è stato fatto adesso che ad abbandonare quello che rimane della maggioranza che sostiene il Sindaco è stata la lista Cittadini per Scicli; anzi la logica del “morto un Papa se ne fa un altro” continua a prevalere.
Generalmente in queste circostanze ci si ferma a riflettere, si invita alla calma anziché lasciare spazio all’istinto di sopravvivenza”.

A far implodere la maggioranza, almeno da quanto si apprende dai comunicati, è sostanzialmente il modo ritenuto “anomalo” di guidare quella che doveva essere l’esperienza politica del cambiamento, troppo accentrato e poco collegiale.
“Certamente noi, che nel 2016, sostenemmo il Sindaco – aggiunge Aquilino – perché, come da lui promesso, continuasse senza tergiversare l’attività di cambiamento politico e di normalizzazione amministrativa, avviata dai cosiddetti “Responsabili”, non possiamo che esprimere il nostro rammarico. Un rammarico che si trasforma in delusione quando pensiamo che siamo stati determinanti per il conseguimento del 40%.

Viviamo un costante impegno politico virtuale e in assenza di dibattito e di riunioni non sappiamo se questa esperienza amministrativa sia arrivata al capolinea ma siamo convinti che una crisi politica si risolva in due modi: o affrontando la realtà con pazienza e abnegazione tentando la fatidica “svolta” (che fino a ora non c’è stata), oppure presentandosi al cospetto della città per rassegnare le dimissioni.
Senza entrare nel merito ma attenendoci sempre ai comunicati stampa, dai quali non emerge la determinazione politica di sfiduciare il Sindaco anzi sono tutti pronti a collaborare per il bene della città, la questione non è salvare il Sindaco o consentire alla Giunta di “galleggiare” in consiglio comunale per i prossimi due anni.

Certamente al Sindaco spetta il compito di fare le scelte e pensiamo che per lui, politicamente, sia arrivato il momento di scegliere da che parte stare. Spetta al Sindaco, come sempre ha detto, recuperare a sinistra e allargare consenso e partecipazione, altrimenti – aggiungiamo noi – è la fine”.

Crisi a parte, quello che manca a Scicli, secondo Art. 1 Scicli, è un vero progetto politico. Oggi più che mai è necessario riunire le forze politiche e sociali del centrosinistra attorno ad un programma politico-amministrativo con l’obiettivo di ritornare a governare la città. Purtroppo la situazione politica locale è così altalenante che sarebbe un grave errore per il centrosinistra ritrovarsi nuovamente impreparato a gestire la crisi e le eventuali elezioni.
Non conosciamo le intenzioni del Sindaco ne quella dei suoi più stretti collaboratori ma sappiamo che mancano due anni alle elezioni amministrative e bisogna riorganizzarsi avviando sin da subito una costituente cittadina, una fase politica nuova e inclusiva.

“Proponiamo un incontro tra i partiti e le liste del centrosinistra per fare il punto della situazione, allargare la partecipazione e costituire un coordinamento per garantire a tutti partecipazione e collegialità”.

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