Il Tar del Lazio respinge ricorso dell’ex sindaco di Vittoria e di consiglieri dopo lo scioglimento per mafia della civica assise

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Il Tar del Lazio respinge ricorso dell’ex sindaco di Vittoria, Giovanni Moscato, e dei consiglieri comunali della legislatura interessata dopo lo scioglimento per mafia della civica assise. Il Comune di Vittoria, come è noto, in atto, è gestita da tre commissari prefettizi. Moscato non ha voluto commentare la sentenza ritenendo che in questo momento la città sta vivendo momenti drammatici e che ci saranno più in la occasioni per parlare con la gente.
Dopo aver ricordato che “il giudice amministrativo nell’esame delle impugnazioni dei provvedimenti di scioglimento, considerata la natura del procedimento dissolutorio, può esercitare solo un sindacato di legittimità di tipo ‘estrinseco’, senza possibilità di valutazioni che, al di fuori dell’espressione dell’ipotesi di travisamento dei fatti o manifesta illogicità, si muovano sul piano del ‘merito’ amministrativo”, il Tar ha osservato che “i fatti che hanno condotto allo scioglimento del consiglio comunale di Vittoria sono stati riportati correttamente negli atti prefettizi e costituivano un quadro indiziario più che sufficiente a condurre all’adozione della misura dissolutoria”.
La conclusione è che per i giudici “diversamente da quanto prospettato da parte ricorrente, il provvedimento gravato ha correttamente individuato la sussistenza dei presupposti di fatto che legittimano l’adozione del provvedimento” di scioglimento dell’Amministrazione “evidenziando, con argomentazione logica e congruente, la sussistenza di numerose circostanze fattuali, dalla quale si è logicamente inferita l’esistenza del condizionamento”.

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