“Donne a Sud” Vittoria su Mondiali di calcio femminili: se anche la Figc vuole che le ragazze si tolgano la maglia…

In Francia sono in corso i mondiali di calcio femminili, ma sono lontane anni luce le “notti magiche”. Le azzurre si sono qualificate senza patemi agli ottavi, eppure non ci sono bandiere ai balconi e il mondo non si sta fermando come quando in campo scendono i maschietti e ogni fine partita è un esultare comune o un dramma nazional popolare.
E invece per le ragazze guidate da Milena Bertolini? Partita dopo partita, stanno dimostrando una volta di più quanto valga il calcio femminile e quanto emozionante sia il loro gioco. Il movimento calcistico femminile in Italia conta appena 24 mila tesserate e, con una base così circoscritta, la nazionale femminile non può che occupare postazioni lontane dalle prime squadre che si contendono le principali competizioni internazionali.

Nei mesi precedenti, dichiarano dall’Associazione “Donne a Sud” Vittoria, l’inizio dei mondiali, l’entusiasmo per la qualificazione dell’Italia ha spinto i dirigenti della Federcalcio, nei cui posti dirigenziali ci sono solo uomini, a fare grandi dichiarazioni d’intenti sullo sviluppo del calcio femminile in Italia e sulla necessità di un professionismo anche tra le donne, che fino a questo momento, essendo considerate “dilettanti”, di questo sport non possono vivere, con tutte le conseguenze del caso. Staremo a vedere se sono solo dichiarazioni estemporanee o se hanno intenzione di impegnarsi anche economicamente, come per il calcio maschile.
Intanto, al posto del tricolore e delle serate a tifare in compagnia davanti alla tv, ci stiamo dovendo sorbire commenti irrispettosi e vignette sessiste. Proprio in Francia, sulla copertina dell’ultimo numero della rivista Charlie Hebdo, è comparsa una vignetta che mostra un pallone incastrato in una vagina e la scritta: “Ci abbufferemo per un mese”.
E neppure a livello locale ci facciamo mancare commenti di dubbio gusto. Come associazione troviamo assolutamente scandaloso, e lo denunciamo pubblicamente e senza timori, che un rappresentante della FIGC di Ragusa, ovvero Gino Giacchi, come chiaramente dimostrano i due screenshot che alleghiamo, commenti in modo simpatico e scherzoso un post su Facebook con il quale un utente “considera scandaloso che nel calcio femminile, una volta segnato, non si tolgano la maglia”. Ci dispiace, ma c’è poco da ridere. Non solo perché ci troviamo di fronte all’ennesima battuta sessista, ma soprattutto perché la persona in questione è il delegato provinciale della Federazione Italiana Gioco Calcio in provincia, colui che si occupa di divulgare, attraverso progetti come “Ragazze in gioco”, la pratica del calcio alle studentesse delle scuole medie. Vorremmo limitarci, dunque, a commentare che siamo educate e non solo non ci togliamo la maglia, ma non sputiamo nemmeno a terra, ma riteniamo questo fatto troppo grave per perderci in commenti simili e ci aspettiamo, come minimo, delle scuse pubbliche. Se poi i vertici della FIGC volessero prendere dei provvedimenti, ne saremmo ancora più liete.

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