Il bunker sotto Piazza Matteotti a Modica nel ricordo di Pape’ Rizzone

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“Mi ritengo una memoria storica della città di Modica essendo nato nel 1940”. E’ Papè Rizzone, scrittore modicano, ad fare chiarezza sul bunker antiaereo che si sta cercando di riportare alla luce in questi in Piazza Matteotti.
“Bambino, con gli altri ragazzi della zonagiocavamo per strada e la Piazza Matteotti era il nostro regno, le automobili erano rarissime e la piazza era tutta per noi.
Ci incontravamo in piazza e giocavamo a palloncina, un gioco a squadre inventato da noi, che richiamava un po’ il baseball però senza mazza e con una palla fatta di stracci. Le palme della piazza erano le nostre basi, le dovevamo raggiungere correndo ed erano la nostra salvezza mentre i ragazzi della squadra avversaria cercavano di colpirci con la palla.
Spesso ci rifugiavamo in un casotto che si trovava in piazza, presso la prima palma, era chiuso da una porta di traverse di legno che talvolta era aperta e così entravamo dentro. C’erano delle scale che scendevano e portavano al rifugio antiaereo della seconda guerra mondiale, ma erano buie e ci facevano paura.Raramente ci avventurammogiù per le scale perché era tutto buio.
Il rifugio aveva anche un’altra entrata nella parte opposta della piazza ma l’ingresso non esisteva già più, nella vicinanze era sorto un chiosco dove si vendevano bibite, latte e coni.
Non c’erano altri accessi al rifugio.
In questi giorni si è parlato tanto di una porticina in Piazza Campailla come ingresso al rifugio antiaereo ma non è così.
La porticina faceva parte della struttura dell’ex Cinema Moderno, e dava adito a un piccolo locale dove era ubicato un gruppo elettrogeno.
Spesso l’energia elettrica veniva a mancare e veniva messo in moto il gruppo elettrogeno per poter completare la visione dei film.
Tutto ciò a chiarimento delle polemiche sorte in questi giorni”.

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