Luigi I, Matteo II – Atto quarto: prove tecniche di dismissione….di Francesco Roccaro

0
2046

Un batti e ribatti che non finisce più. Adesso diventa insostenibile. Una strada partita in salita, 11 mesi fa, con piccole pianure e piccolissime discese, ma in sostanza sempre in una arrampicata senza tregua con dossi a non finire. Ad ogni manovra o proposta programmatica da discutere c’è stato praticamente sempre un problema. Un percorso pieno di curve e curvette, dove le due segreterie politiche hanno fatto quasi sempre le loro “porche figure” dando in pasto a “media, giornali e giornalai” dichiarazioni ( mezze vere e mezze fake) sempre contraddittorie nei confronti dell’alleato. Questo è accaduto su ogni mossa approntata dal “ cofirmatario del contratto ” : dalle semplici dichiarazioni radio-televisive, alle partecipazioni ufficiali predisposte dagli uffici del Governo, ai semplici comizi di piazza. Insomma, una piccola mattanza preannunciata già, con poca eleganza, ad un matrimonio di quasi un anno fa, dove gli sposi hanno velatamente comunicato al sacerdote che non ci sarebbe stato scampo ad una “cornificazione necessaria”, dettata nel subconscio dalle frange più conservatrici o estremiste ( scegliete voi) di Lega e 5stelle. Adesso arrivano anche le accuse in un “cross-fade continuo” in cui il tuttofare ministro degli Interni, vede una pericolosa sintonia fra Cinquestelle e Pd. Sullo stesso denominatore Luigi Di Maio accusa Salvini con parole pesanti : “Si è tolto la felpa e ora difende la casta“. Mi ricorda Conte ( non il Presidente, ma l’allenatore) che una sera, in diretta tv, accusò pesantemente il giocatore ex Milan Boban, in uno scontro verbale senza esclusione di colpi : “Ogni tanto uno si deve levare la casacca ( alludeva alla rossonera – NDR ) …….caro Zvonimir!” . Ma all’epoca però si parlava solo di calcio ( quello giocato). Qui adesso si parla di un altro “calcio”, si….. quello nel sedere che tentano di darsi vicendevolmente e continuamente Lega e CinqueStelle. Adesso, come un falco pellegrino, piomba addosso a tutti lo spettro del famigerato spread che sembra obbedire al famoso titolo sarcastico da film: “ogni tanto ritornano” . In questo momento mentre scrivo, lo spread è già oltre la quota di 280. Salvini, diventato improvvisamente un mix di Tremonti-Padoan-Tria, sentenzia apocalitticamente e senza mezzi termini che non c’è problema: “possiamo tranquillamente superare il 3 per cento del rapporto tra deficit e Pil, e perché no, ma anche il 130-140 per cento di debito”. Gli alleati di governo non gradiscono per niente la sentenza leghista ed irridenti sventolano a tutti il contrario sussurrando apertamente che a questo punto c’è un vero “rischio del crollo dei mercati”. Certo , vedendo come vanno proprio i mercati , è cosa certa che lo spread non diminuisce di certo, se continuamente si va in giro toccando proprio argomenti economici delicati e scottanti ( nello specifico parlando in continuazione di “ innaturali out range nel rapporto debito-Pil /deficit-Pil” ). Sappiamo tutti che la nostra nazione soffre moltissimo questo tipo di preoccupazioni e gli investitori ( e gli speculatori di conseguenza) reagiscono maldestramente ( o adeguatamente per le loro tasche) ad ogni annuncio di “disastro possibile in arrivo” . Non esistono ricette giuste per questo problema se non la realizzazione di una “ efficace politica di risanamento ”. Una politica di austerity che deve vedere tutte le categorie( che possono naturalmente aderire senza problemi) ad un vero piano di bonifica economica, partendo da una lotta reale e massiccia ai grandi evasori fiscali. Viviamo in un paese dove dobbiamo imparare ad “educare la gente a pagare (tutti) le tasse, nessuno escluso e nella giusta proporzione; un paese dove negli anni ottanta si buttavano mediamente 20 milioni al mese di medicinali non ancora scaduti ( badate bene al non…) in ogni ospedale di periferia ( figuratevi nelle grandi città…); un paese dove non si è mai riusciti a tagliare realmente il superfluo ; un paese in cui Tomasi di Lampedusa aveva colto ( futuribilmente) l’essenza dell’essere siculo e poi italico : “ cambiare tutto per non cambiare niente”. In realtà, tante parole , tanti programmi , tante promesse di ogni colore ed ideologia possibile. Tutti i governi di ogni ideologia ( qualora ancora esista), senza distinzione alcuna, che hanno avuto in mano i sistemi di potere ( dal governo nazionale al comitato di quartiere), non hanno mai realmente deciso o cambiato nulla, ogni spending review annunciata a “ furor di popolo”, è stata sempre un vero fallimento ; la “storia infinita” dell’ abolizione delle province regionali è solo uno degli esempi scellerati su tutti e ad oggi, dopo mesi di contese, non sappiamo nulla di quello che accadrà in seguito. Anche su questo Gialli e Verdi” sono in totale disaccordo. Il caso Siri è stato una “fiammata ossidrica“ sulla pelle del Carroccio ed in molti già pensano ad una sciabolata vendicativa che arriverà servita (fredda) su un piatto d’argento al più presto. Il decreto sblocca cantieri è pronto da tempo ma è incespicato su oltre un migliaio di emendamenti, come dire, è stagnante in un pantano putrido. La flax tax è anch’essa in alto mare e nessun segno di terra all’orizzonte. La vicenda TAV non l’affrontiamo neanche per rispetto Vostro cari lettori. Giorgetti semina il panico fra i giornalisti, quando candidamente dice: “ signori, forse siamo al capolinea”, mentre in un altra sede i CinqueStelle dichiarano apertamente: “l’autonomia così concepita dalla Lega è pura utopia”. Insomma, in tutto questo marasma generale il prof. Conte ( questa volta non l’allenatore ma, il presidente al servizio del duo Luigi I – Matteo II) cerca di restare neutrale , ma in ogni occasione non ci riesce mai, la sua tendenza “ pro-pentastellata” esce forzatamente sempre fuori dal coro, facendo ottenere al prof. Incaricato, continue figuracce, nel goffo tentativo di camuffare il gap di tendenza , esattamente come farebbe un bimbo che cerca di tirarsi dentro la camicia dopo una zuffa coi compagni ad una festa . Ma qui amici alla fine , cerchiamo di capirci, la festa la stanno facendo ( come al solito) a noi poveri cittadini, perché, come ricordava sempre col sorriso in volto, il mio compianto amico Enzo Poidomani, ad ogni elezione cambiano gli attributi maschili ( e per “ par condicio” anche femminili direi ) ma i deretani amici , quelli rimangono sempre e solo i nostri. Scusate il piccante senso figurato miei cari lettori, ma ad ogni elezione ho un senso di tristezza ( e di nausea) oramai cronica . Comunque una cosa è certa, dopo il 26 maggio, ne vedremo di belle. Non andate via, restate sintonizzati e soprattutto: stringiamoci a coorte.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci un commento
Inserisci il tuo nome

9 − nove =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.