La giornata mondiale del teatro alla “Giacomo Albo” di Modica

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Si è tenuta presso la Scuola “Giacomo Albo” di Modica, una manifestazione, in occasione della Giornata Mondiale del Teatro, lanciata dall’International Theatre Institute nel 1960 e promossa dalle Nazioni Unite e dall’Unesco, al fine di sensibilizzare all’importanza dell’espressione teatrale.
Presenti all’evento, oltre al Dirigente Scolastico, Fernanda Grana, che ha fortemente voluto celebrare quest’importante giornata, anche l’Assessore alla Cultura, Maria Monisteri, in rappresentanza dell’ amministrazione comunale che ha compartecipato alla manifestazione, volta ad evidenziare il valore culturale, sociale ed inclusivo della pratica teatrale in generale, ma a scuola, in particolare. Inclusività, motivazione degli alunni, protagonisti e partecipi dell’azione scenica, senso della cooperazione, intercambiabilità dei ruoli e rafforzamento dell’empatia, riconoscimento dell’altro e del diverso, sono solo alcuni degli aspetti che la pratica teatrale, può curare e promuovere, realizzando “ambienti educativi d’apprendimento”, fortemente motivanti e funzionali alla notevole espressione del sé, sia nella dimensione emozionale che in quella corporea e comunicativa, in senso lato.
Avvicinare gli alunni ad una pratica altamente socializzante, in cui tutti concorrono, con ruoli e specificità arricchenti, ad un risultato finale, questa una delle preziose valenze che il teatro assume, consentendo altresì ai piccoli attori di sviluppare relazioni autentiche, piuttosto che “virtuali”.
L’assessore Monisteri, che ha apprezzato l’iniziativa offrendo il suo ricco contributo, ha voluto sottolineare l’importanza del Teatro nella vita culturale di una comunità, soffermandosi su aspetti specifici, concernenti la fascia di età degli alunni e le loro particolari esigenze comunicativo-espressive. Dopo una simpatica drammatizzazione della “Piccola Compagnia dell’Allegria”(classe quarta), tutta incentrata sulle emozioni e sui sentimenti, conclusasi con una trascinante danza, a tema, si è ricordato il compianto Marcello Perracchio, la sua brillante carriera quale attore di teatro ancor prima che di “fiction”, ma anche l’ uomo, la sua umanità, la sua semplicità, nonché la spontanea ed amorevole attenzione al mondo dei giovani.
La Dirigente Grana ha ricordato la sua generosa partecipazione a precedenti iniziative della “Giacomo Albo”, con “Libriamoci”(dedicata alla promozione della lettura), ma anche “Cottoja Fest”, ove l’attore ha mostrato tutta la sua sensibilità ed il suo affetto per i piccoli alunni, così come per la sua città, Modica, delle sue radici, degli affetti più cari, delle amicizie giovanili, ma anche delle sue prime esibizioni teatrali, proprio a scuola, in quel “laboratorio teatrale” che fu il prestigioso Istituto “Archimede”.
Presente, commossa e fortemente coinvolgente la figlia Maria Pia che ha ricordato il padre ripercorrendo sinteticamente, ma ben delineandoli, i più salienti passaggi della Sua brillante carriera, ricordandone altresì i sacrifici, sempre sostenuti da una grande ed inesausta passione, nonché le coincidenze che Lo portarono a calcare le scene di importanti e storici Teatri, dopo un’esperienza amatoriale d’eccellenza; infine la fortunatissima fiction del “Commissario Montalbano”, che Lo vide nelle vesti dell’indimenticabile “Dottor Pasquano”, personaggio inizialmente quasi marginale, ma cresciuto via via, sia nella penna di Camilleri come nell’economia generale dell’apprezzata serie televisiva, proprio grazie a quella interpretazione che ce Lo ha fatto ancor più amare, per la sua umanità, talvolta, burbera.
A conclusione, gli alunni delle classi quinte, in occasione della giornata ed in coerenza con il PTOF d’ Istituto, hanno voluto ricordare il patrimonio identitario della nostra Sicilia, con un tributo alle sue più importanti espressioni: dal Teatro Greco a quello di Pirandello, fino alla grande tradizione dell’Opera dei Pupi, accentuandone l’importanza in chiave di recupero, di entrambe le tradizioni, legate alle due differenti aree geografiche della Sicilia, quella, più propriamente occidentale e quella orientale, a noi più vicina.
Un plauso, quindi, anche ai Docenti per aver ancora una volta, secondo una tradizione già consolidata, saputo cogliere questa preziosa occasione per testimoniare l’interesse all’attività teatrale a Scuola.
F.G.

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