Unitre Modica. Barone ha relazionato sul sacro e la cultura barocca della Contea

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Modica, 18 aprile 2026 – Si è svolto nella prestigiosa cornice della Fondazione Grimaldi, un nuovo atteso appuntamento dell‘UNITRE, del ciclo “I Giovedì dell’Unitre”. L’incontro, introdotto dal vice-presidente Ignazio Pagano Mariano e che ha visto una nutrita partecipazione di pubblico, ha avuto come protagonista il Prof. Giuseppe Barone, insigne storico e profondo conoscitore della storia del territorio, che ha concluso con questo incontro un apprezzato ciclo di interventi dedicati alla storia della Città.
Al centro della Relazione, dal titolo “Geografia del sacro e cultura barocca”, l’analisi dettagliata dello sviluppo di Modica a partire dal 1500 e di come la spiritualità abbia plasmato non solo l’architettura, ma l’intero tessuto sociale di Modica.
Il Prof. Barone ha guidato i presenti lungo un percorso che ha visto la Città espandersi, sia nella zona bassa, il cui fulcro è stata la Chiesa di S. Pietro, che in quella alta, rappresentata dalla Chiesa di S. Giorgio, che a partire dal XVI secolo è stata oggetto di ben tre ricostruzioni fino ad arrivare alla attuale configurazione. Interessanti le considerazioni sulla grande pestilenza che colpì la città nel 1577, come risulta dai documenti dell’epoca esaminati dal Prof. Barone presso gli archivi della Chiesa di S. Giorgio, che evidenziano il ruolo cruciale degli ordini monastici, in particolare dei Carmelitani, nel dare aiuto alla popolazione colpita dalla peste, che causò il decesso di circa 6000 persone.
Infine trattando delle reliquie ha evidenziato che esse hanno storicamente determinato la “gerarchia” delle Chiese. A Modica, la contesa simbolica tra la Chiesa di San Giorgio e quella di San Pietro, iniziata fin dal ‘500, è passata anche attraverso il possesso di oggetti sacri e simulacri che fungono da “reliquie viventi” durante le processioni. In questa contesa predomina la Chiesa di S.Giorgio, ricca di reliquie di otto santi, della testa e dell’omero di S. Giorgio e del suo vessillo, nonché dell’intero corpo di S. Ippolito, pervenuto alla Chiesa nel 1685, cui è dedicata la Chiesa madre, congiuntamente al santo cavaliere. L’appuntamento si è concluso con un momento di confronto tra il Relatore e il pubblico, a testimonianza del vivo interesse dei cittadini per la storia e la cultura della Città.

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