
Ragusa, 24 Febbraio 2026 – Si è chiuso il primo grado di giudizio per la scia di rapine che, nell’estate del 2025, aveva seminato preoccupazione sul lungomare di Marina di Ragusa. Il Tribunale collegiale di Ragusa (composto dai magistrati Manenti, La Terra e Aprile) ha condannato un giovane di 22 anni alla pena di 6 anni e 4 mesi di reclusione.
I fatti risalgono alle notti tra il 14 e il 15 giugno 2025. Secondo la ricostruzione accolta dai giudici, il giovane avrebbe preso di mira alcuni minorenni, utilizzandolo un cacciavite come arma impropria per intimidirli. Il bottino, di per sé esiguo, consisteva in poche decine di euro e un telefono cellulare.
La fuga del 22enne fu però di breve durata: i Carabinieri lo intercettarono poco dopo mentre camminava per strada. Addosso gli vennero trovati sia il cacciavite utilizzato per le aggressioni, sia banconote ritenute compatibili con quelle sottratte alle giovani vittime.
Durante il processo, l’avvocato difensore Enrico Platania ha tentato di scardinare l’impianto accusatorio puntando su due fronti: ha contestato la certezza che il giovane fermato fosse effettivamente l’autore dei colpi ed ha chiesto di considerare i fatti come episodi di minore gravità, sostenendo l’inapplicabilità delle aggravanti.
Tuttavia, il Collegio ha confermato la validità delle accuse, pur limitando le aggravanti alla sola presenza dell’arma impropria (il cacciavite).
La situazione del giovane si era già fatta critica nei mesi successivi all’arresto. Mentre si trovava ai domiciliari, il 22enne era evaso dalla propria abitazione per recarsi nuovamente a Marina di Ragusa. In quell’occasione era stato protagonista di un’aggressione ai danni di un coetaneo, colpito con un calcio al volto.
Nonostante il successivo ritiro della querela da parte della vittima delle lesioni, l’episodio aveva portato all’aggravamento della misura cautelare con il trasferimento in carcere, dove il giovane si trova dal luglio dello scorso anno.
Nonostante la chiusura di questo primo capitolo giudiziario, la vicenda potrebbe non essere finita qui. La difesa ha già annunciato l’intenzione di valutare il ricorso in Appello non appena saranno depositate le motivazioni della sentenza.





