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Il fine vita e le disposizioni anticipate di trattamento al centro dell’incontro in cui è stata celebrata a Ragusa la giornata internazionale dell’infermiere

Ieri, domenica 12 maggio, è stata celebrata, in moltissimi Paesi del mondo, la Giornata internazionale dell’infermiere. L’Ordine delle professioni infermieristiche di Ragusa ha valorizzato questo appuntamento tenendo, sabato scorso, una iniziativa dal titolo “Sull’Hora incerta: consenso informato”. Un evento Ecm rivolto a infermieri e infermieri pediatrici che, ospitato nella sala conferenze Pippo Tumino della Cna di Ragusa, ha visto come relatore, dopo l’apertura dei lavori coordinata dal presidente Opi, Ragusa, Gaetano Monsù, dell’infermiere Pio Lattarulo, esperto in materia, dirigente e componente del gruppo che ha lavorato alla stesura del nuovo codice di deontologia infermieristica della Fnopi. “Quanti praticano questa professione, e sono 450.000 in tutta Italia – ha sottolineato Lattarulo – si interrogano su una questione delicata come quella del fine vita, affrontando tematiche di una certa importanza come quella della pianificazione condivisa delle cure indicata dalla legge 219 del 2017 sulle Dat, vale a dire le Disposizioni anticipate di trattamento. Sono le modalità con cui ciascuno di noi può scegliere quando e in che modo deve essere curato. Gli infermieri, attraverso il loro senso storico di protezione e di vicinanza, hanno la possibilità di esprimere i sensi di un agire che non è solo tecnico ma anche relazionale”. Lattarulo ha poi spiegato quali sono le maggiori difficoltà riguardanti questo campo. “Hanno a che vedere – ha proseguito – con la crescente problematica rappresentata dallo stridere tra le risorse economiche che risultano essere sempre meno e la possibilità che le aziende hanno di assumere. Il punto è che devono essere fatte alcune scelte. Ad esempio, centra la deospedalizzazione che può essere attuata in alcuni campi. Si può potenziare, giusto per chiarire un aspetto, la medicina seminfermieristica del territorio introducendo figure interessanti come quella dell’infermiere di famiglia che può fare da tramite nella risoluzione di numerose questioni e può svolgere un ruolo d’impatto rispetto a numerose situazioni che rischiano, purtroppo, di rimanere sempre aperte”. Lattarulo, poi, ha chiarito che “il codice di deontologia dell’infermiere, al cui nuovo testo ho avuto il privilegio di lavorare, da sempre dedica attenzione alla delicata questione del fine vita. Di certo – ha proseguito – oggi la parte interessata è più ampia perché ha bisogno di strumenti della legge che sono da applicare. Si è detto che il tempo di relazione è tempo di cura. Il problema della norma è che parla solo al medico ma la questione del fine vita è abitata anche da molti altri professionisti sanitari tra cui quella dell’infermiere è di certo una figura centrale”. “Nel corso dell’incontro di sabato – ha spiegato il presidente Monsù – ci siamo posti delle domande che vanno al di là dell’aspetto pratico della quotidianità e di quello che è il nostro agire. Cerchiamo di innalzare il livello dell’assistenza, ponendoci delle questioni anche di ordine etico e morale. In un’epoca in cui il multiculturalismo è sotto gli occhi di tutti, l’infermiere è posto al centro di questa interessante questione, occupandosi dell’utente cittadino nel soddisfacimento dei suoi bisogni. Ci rendiamo conto che, insomma, l’infermiere deve interagire con l’utente anche con problematiche differenti che non sono solo di ordine medico e terapeutico. Sono problematiche che vanno oltre e che presuppongono il fatto che ci sia una contestualizzazione e una coralità delle azioni per curare il paziente. Stiamo parlando di una serie di azioni che sono il frutto della mediazione di un consenso. Ecco perché abbiamo ritenuto opportuno organizzare questo evento Ecm sul fine vita”. La giornata di sabato, poi, è stata caratterizzata da un evento tanto atteso quanto gratificante, vale a dire la premiazione di tutti coloro, tra gli iscritti, che hanno fatto registrare il 25esimo anno consecutivo di iscrizione. Un appuntamento come sempre riuscito che mette in evidenza le peculiarità organizzative dell’Opi di Ragusa.

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