
Modica, 23 giugno 2026 – Ieri la Domus Sancti Petri a Modica ha ospitato un importante appuntamento culturale dedicato alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico del territorio. L’evento è stato organizzato dal Centro Internazionale di Studi sul Barocco (CISB), dalla Parrocchia di San Pietro Apostolo, dall’UNITRE di Modica, dal Rotary Club di Modica e dal Centro Studi Roma. Al centro dell’incontro vi è stata la presentazione dell’atteso volume: “L’altare barocco nella Sicilia Iblea. Modelli architettonici, apparati, macchine sceniche” a cura di Lucia Trigilia. Il programma si è articolato in due momenti complementari che hanno saputo coniugare l’approfondimento scientifico con l’osservazione diretta delle opere. I lavori sono stati introdotti da Don Giuseppe Stella, Arciprete della Parrocchia di San Pietro, il dibattito quindi ha visto gli autorevoli interventi di Lucia Trigilia (Direttrice Scientifica del CISB e docente dell’Università di Catania), del professor Giuseppe Barone (Università di Catania) e dello storico dell’arte Paolo Nifosì. I relatori hanno offerto al pubblico un quadro dettagliato sulla complessità e sulla bellezza delle macchine sceniche e degli apparati decorativi degli altari barocchi dell’area iblea. Durante la presentazione sono stati sviscerati i contenuti principali del libro, che si propone come un’opera fondamentale e innovativa per la storiografia artistica siciliana. Durante il dibattito è emerso come l’altare non debba più essere considerato una semplice appendice dell’architettura, bensì il culmine dello spazio sacro: una vera e propria macchina liturgica e scena teatrale capace di fondere architettura, scultura, apparati effimeri e liturgia. In quest’ottica, il devastante terremoto del 1693 è stato riletto dai relatori non solo come evento distruttivo, ma come l’inizio di una straordinaria stagione di ricostruzione e sperimentazione. L’area iblea (Modica, Noto, Siracusa, Ragusa) si rivelò un centro di eccellenza assoluta, capace di rielaborare i modelli romani, napoletani e spagnoli in soluzioni del tutto originali. Grazie a un meticoloso lavoro d’archivio e all’analisi dei materiali (marmi policromi, tessuti, argenti), la ricerca restituisce il volto e il nome delle maestranze del tempo, collegando la “meraviglia” barocca alle strategie economiche e devozionali delle élites locali. A conclusione della presentazione, i partecipanti si sono spostati all’interno della suggestiva cornice della Chiesa di San Pietro per una visita guidata agli altari. Questo momento ha permesso ai presenti di ammirare dal vivo e comprendere appieno le peculiarità architettoniche e storiche discusse durante la conferenza. Molti i soci presenti, nonché i componenti del Direttivo dell’UNITRE, che hanno commentato come per noi modicani, il Barocco non è soltanto uno stile architettonico: è un linguaggio che ci parla ogni giorno, attraverso le pietre, le facciate, le chiese e le strade della città. È un linguaggio che vogliamo comprendere sempre meglio, perché in esso si riflette la nostra storia, la nostra sensibilità e il nostro modo di guardare il mondo.


