
Ragusa, 26 febbraio 2026 – Sulle pagine di un quotidiano è stato pubblicato il racconto di pendolari che alle 5.45 del mattino non trovano parcheggio al nuovo terminal bus di Ragusa e sono costretti a lasciare l’auto lontano, sotto la pioggia, mentre altre aree restano inutilizzate. È la conferma puntuale di quanto il Partito Democratico aveva denunciato già a inizio dicembre 2025, presentando una mozione poi approvata dal Consiglio comunale all’inizio di febbraio 2026.
Quella mozione prevedeva impegni chiari e operativi: attivare immediatamente un confronto con l’azienda di trasporto extraurbano per valutare il ripristino di una fermata presso il vecchio terminal, dove sono disponibili ampi parcheggi; verificare l’utilizzo di aree già esistenti, come quelle limitrofe al PalaZama, per destinarle in modo organizzato ai pendolari nelle prime ore del mattino; predisporre eventuali soluzioni temporanee, anche sperimentali, per decongestionare il nuovo terminal nelle fasce orarie più critiche; riferire in tempi brevi al Consiglio sugli esiti delle interlocuzioni avviate.
Impegni precisi, votati dall’Aula. Eppure, a fine febbraio, non risulta alcuna iniziativa concreta dell’amministrazione.
“Non si può far finta di nulla – dichiarano il capogruppo Peppe Calabrese e i consiglieri Giuseppe Podimani e Mario Chiavola – la nostra non era una polemica strumentale, ma una proposta concreta per risolvere un problema reale. Gli organi di stampa certificano che l’urgenza esiste eccome”.
Durante il dibattito in Consiglio, esponenti della maggioranza avevano sostenuto che non vi fosse una situazione emergenziale. “Invitiamo chi ha minimizzato – prosegue il gruppo PD – a recarsi al terminal alle cinque e mezza del mattino, magari insieme al sindaco Cassì, a confrontarsi con i lavoratori e con gli studenti che vivono quotidianamente questo disagio, e ad avere l’onestà di riconoscere che il problema è serio e richiede risposte immediate. Potrebbero addirittura porgere le proprie scuse a lavoratori e studenti”.
Il Partito Democratico chiede che l’amministrazione dia seguito senza ulteriori rinvii all’atto approvato dal Consiglio comunale. I pendolari non possono aspettare i tempi lenti della burocrazia: servono decisioni rapide e soluzioni concrete.




